Preiti, Presidente psichiatri legge l’Italia: “Paese malato di paranoia”

di Riccardo Galli
Pubblicato il 29 Aprile 2013 14:54 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2013 14:54
Luigi Preiti

Luigi Preiti (Ansa)

ROMA – “Sono forti i segnali di ‘perturbazione’ che provengono da questa atmosfera, da questa incontinenza emotiva che travolge ogni dibattito e conduce, da un lato, all’allontanamento dei cittadini dalla politica, dall’altro, all’aumento della violenza che, quando si insinua nel gruppo, aumenta in modo esponenziale l’aggressività del singolo”.

E’ questo solo un passaggio di un articolo pubblicato domenica mattina dal Corriere della Sera a firma del presidente della Società italiana di psichiatria Claudio Mencacci che definisce la società italiana attuale come una “società paranoica”. Era domenica mattina e appena pochi minuti dopo, davanti palazzo Chigi, Luigi Preiti avrebbe sparato a due carabinieri. Una violenza, ma soprattutto una paranoia, che lo psichiatra descrive prima ancora che si reifichi, che il singolo esplicita ma che l’Italia tutta o quasi vive e respira. Basti pensare all’atteggiamento medio, non di assoluzione ma di almeno parziale comprensione, manifestato di fronte alle “motivazioni” di Preiti: “Volevo colpire un politico”. Ah beh, allora…

“Chiamati in causa – scrive Mencacci – non possiamo che esprimere grande preoccupazione per lo ‘stato psichico’ del nostro Paese, sempre più contagiato da una venatura paranoica. La diffidenza, il sospetto, la rissosità che permeano e inquinano i rapporti tra le persone, le accuse che acriticamente e in modo stereotipato uno schieramento rivolge all’altro, la negazione della possibilità di un dialogo che non si traduca in un alterco o pubblico dileggio, accompagnata dalla proiezione sistematica sull’altro delle responsabilità di programmi disattesi, dimostrano quanto gli aspetti, appunto paranoicali, siano operanti nel tessuto sociale attuale. (…) Questo ‘virus della paranoia’ è già in azione, circola nella nostra vita, amplifica la diffidenza dello Stato sui comuni cittadini che, a loro volta, ricambiano diffidenza e sospetto”.

Un’analisi, alla prova dei fatti, purtroppo corretta. Diffidenza e sospetto che non solo armano la mano di turno e che si trasformano in questo caso in colpi di pistola. Ma una diffidenza e un sospetto, appunto una paranoia, che permeano talmente a fondo la società italiana da rendere quasi condivisibili le motivazioni proposte da Preiti. Senza bisogno di arrivare ai grillini, senza per forza dover passare dalla rete e dai social network che in situazioni simili mostrano spesso il lato peggiore di ognuno di noi, è sufficiente ascoltare notiziari e persino dotti commentatori, o supposti tali, per percepire la sensazione che se Preiti non voleva colpire i militari ma un politico allora forse non è proprio uno squilibrato, e certamente non un terrorista. “Volevo colpire un politico…”. Quindi, è questo il sottotesto di tutta la narrazione che il paese fa di se stesso, non è un terrorista. Voleva colpire un politico…quindi è un disperato.

 

La paranoia? Massiccia, evidente, solare: attribuire la colpa di tutto, di qualunque cosa e sempre ad un alto da sé, un altro che ha i segni dell’oscenità, le stimmate demoniache, il volto e l’anima deturpate dalla crapula. E’ paranoia da manuale come ricorda il preidente degli psichiatri.  Paranoia i politici sono tutti uguali e arraffoni che hanno messo l’Italia in mutande, sono loro i responsabili di tutto e di tutti i nostri mali. Atteggiamento evidentemente paranoico, come si evince facilmente anche dalle righe di Mencacci. Trovare un capro espiatorio, un fantoccio o un demone su cui scaricare tutte le colpe e da cui sentirsi perseguitati, non è chiaramente frutto di un’analisi razionale e serena.

Il pensiero di molti, un attimo dopo gli spari di ieri, è corso alle parole e ai toni usati sovente da Beppe Grillo. Non  è però il “grillismo” che l’ultima forma assunta della paranoia che affligge l’Italia. Il “grillismo”, Grillo in persona e 5S come movimento politico nulla c’entrano , ma il “grillismo” sì, eccome se c’entra nella paranoia di massa. Il “grillismo”, l’odio e lo schifo verso i politici ( e anche verso le competenze e i professionismi, mitico quel “grillino” che rassicura : “tra noi non ci sono intellettuali”). Ma prima di questa  la paranoia in forma di: è tutta colpa dei comunisti. Paranoia firmata e alimentata da Berlusconi. ma anche paranoia del è tutto colpa di Berlusconi. Manifestazioni, tutte, di un simile atteggiamento. In questo, per quanto possa loro dispiacere, grillini e berluscones, ma anche antagonisti, alternativi e giustizialisti vari sono sì dissimili ma vivono, nutrono analoga paranoia . Società tutta paranoica che, incapace di assumersi responsabilità, cerca sempre di trovare un qualcuno o un qualcosa su cui scaricare le colpa.

Un atteggiamento in qualche modo parte della natura italiana, ma che in condizioni di anche parziale difficoltà, si traduce rapidamente nella sua forma patologica: la paranoia. E allora sono i politici che ci fregano, che ignorano il risultato delle elezioni, che governano non per ma contro gli italiani pensando solo, esclusivamente, al loro tornaconto. La paranoia poi, facilmente, muta in rabbia, e la rabbia talvolta si trasforma in azione, azione aggressiva. “Tale aggressività – conclude Mencacci – è anche conseguenza della crisi economica che sta esacerbando gli animi, ma è bene non sottovalutarla”. Era domenica mattina e poco dopo, la lettura dei giornali, sarebbe stata interrotta delle edizioni speciali dei Tg.