Puigdemont eroe improbabile di una secessione di carta

di Riccardo Galli
Pubblicato il 31 ottobre 2017 14:39 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2017 14:39
puigdemont-secessione.catalogna

Puigdemont eroe improbabile di una secessione di carta

ROMA – Puigdemont Carlos ovvero una riedizione aggiornatissima e in fondo tenera dell’antico, molto antico armiamoci e…partite. Dopo aver chiamato tutti i catalani amanti della secessione dalla Spagna a “resistere”, Puigdemont ha preso la macchina e poi l’aereo. Insomma si è…dato in Belgio. Insieme ad altri cinque improbabili eroi dell’indipendenza e della democrazia.

No, spiace per i “democratici” da salotto tv e compulsiva tastiera ma niente Allende che resiste alla Moneda agli sgherri armati dei golpisti. Puigdemont non si è barricato, si è dato. E niente Falangi della dittatura che avanzano su Barcellona, l’intera secessione si è squagliata.

Dal Belgio Puigdemont fa sapere alla buon’ora che non chiede asilo politico. Non è proprio una scelta da parte sua, nessuno infatti in Europa gli concederebbe asilo politico. Perché asilo politico si dà a chi dimostra di essere perseguitato per le sue idee politiche. Al contrario Puigdemont ha giocato con la legge e la Costituzione e la stessa democrazia in totale immunità. Ha convocato e fatto tenere un referendum dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, ha proclamato la nascita di uno Stato fantasma…L’unica cosa ad aver finora perseguitato Puigdemont è stata la sua scarsa misura di leader politico insieme alla sua grande voglia di giocare alla secessione.

Quando il gioco si è fatto realtà Puigdemont si è squagliato, come la secessione appunto. Ma non vale tanto misurare lo scarso acume e serietà di Puigdemont eroe improbabile che ora accetta le elezioni in Catalogna il 21 dicembre e lo avesse fatto pochi giorni fa avrebbe risparmiato a se stesso, alla Catalogna e alla Spagna la sceneggiata della secessione e relative ferite.

Vale invece rilevare come una secessione di carta abbia sedotto e appassionato cronache e cronisti, narratori e narrazioni, democratici tutti quanto tutti democratici immaginari. Secessione di carta perché irrealizzabile sul terreno, sul piano delle cose concrete: i confini, l’economia, i soldi, le Forze Armate…L’unica cosa, le uniche cose: il parlar catalano, la bandiera catalana, la cultura catalana. Ma per questo ci sono le autonomie regionali, non le secessioni. Ma nei Tg, sui social e nei giornali e nei salotti in tantissimi democratici immaginari e storici da Wikipedia hanno confuso la Spagna con la ex Jugoslavia.

Secessione di carta perché la metà abbondante dei catalani non la vuole e neanche se la sogna e l’ha dimostrato in piazza. Ma che esistesse questa altra metà abbondante della gente catalana inviati e inviate col cuore pulsante per il “popolo in piazza” se ne sono accorti solo dopo, tanto dopo. Un’occhiatina ai risultati delle ultime elezioni avrebbe aiutato. Ma troppa fatica…Fior di inviati e inviate hanno spasimato per la “revolucion” catalana che non c’era e per Puigdemont-Che Guevara che…insomma povero Che.

Secessione di carta per democratici immaginari che ignorano i fondamenti della democrazia, le Costituzioni appunto. Che ignorano le fonti della sovranità: le elezioni appunto e non i sondaggi o referendum auto indetti. Che ignorano le basi e la natura della democrazia di cui dicono di essere difensori ed estimatori. Come ebbe a dire qualcuno a proposito di cose ancora più grosse della democrazia, non c’è che da perdonarli perché non sanno quello che dicono…e fanno.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other