Rene lo vendi a 3.000 euro, si compra a 110 mila, fegato… Borsa mercato organi

di Riccardo Galli
Pubblicato il 29 ottobre 2013 11:47 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2013 11:47

traffico-organiROMA – Tra i 2 e gli 11 mila euro, è questo il prezzo di un rene sul mercato della disperazione. Più “economico” un fegato che, in Cina, si compra con meno di 3 mila euro. Cifre che si moltiplicano decine di volte quando dalla disperazione si passa al bisogno. Lo stesso rene, ad esempio, vale sul mercato occidentale sino a 180 mila euro. Un mercato fatto non di rapimenti ed espianti forzati ma regolato invece dalle più classiche regole della domanda e dell’offerta, con tanto di sconti per chi “presenta un amico”. Un mercato che in Italia è illegale ma che, altrove, è assolutamente alla luce del sole.

Si vendono e si comprano organi umani. Da una parte la disperazione di chi, non avendo nulla, è disposto a vendere letteralmente un pezzo di se stesso e, dall’altra, chi per un altro tipo di disperazione è disposto a spendere una piccola fortuna per tentare di sfuggire alla morte.

In mezzo i broker, gli intermediari che gestiscono e mettono in contatto domanda ed offerta. Persone apparentemente e non solo senza molti scrupoli morali che alimentano un mercato fiorente e ricco, un mercato specializzato e tutt’altro che improvvisato e un mercato dove le storie di furti di organi, omicidi, espianti fatti di nascosto sono quasi esclusivamente colore e poco o nulla hanno a che fare con la realtà.

La classica leggenda metropolitana che racconta di uomo che si è svegliato intontito con una lunga cicatrice fresca sul fianco non risponde in verità alla realtà. Realtà che può essere anche più cruda ma che, trattando organi umani, ha bisogno di alti tassi di specializzazione ed efficienza.

“Prelevare qualunque organo – spiega il professor Mauro Salizzoni, responsabile del centro trapianti di fegato della Città della Salute di Torino, primo in Europa per numero di interventi a Marco Accossato de La Stampa – è un intervento chirurgico complesso che non si può certo fare in una sala operatoria creata in un sottoscala”. Qualsiasi organo, dopo le analisi sulla compatibilità, deve essere prelevato a cuore battente, tenuto vivo in ospedale, e questo esclude l’ipotesi delle uccisioni dei clandestini per il traffico d’organi: “Le cliniche dove i trapianti avvengono legalmente e dove la compravendita non è un ostacolo sono note, e gli interventi fatti a regola d’arte. Nessuna comprometterebbe il proprio business con un traffico di cadaveri o di uomini, donne o bimbi rapiti”.

Un business redditizio quello del traffico di organi, talmente redditizio da poter moltiplicare l’investimento iniziale decine di volte. Rimanendo al rene, uno degli organi più “commerciabili”, questo può essere comprato a poco più di 2 mila euro in Moldavia, a 3.500 in Yemen, a 7 mila in Israele ed a 11 mila in Cina per essere rivenduto a 34 mila sempre in Cina, a 45 mila in Yemen, a 98 mila in Israele ed a ben 180 mila euro in Moldavia. Business perfettamente legale in alcune realtà tanto quanto è illegale nel nostro Paese e business che come in altri settori accade alimenta un fiorente mercato nero a fianco di quello legale.

Secondo la legge della domanda e dell’offerta sono anche italiani coloro che su questo mercato si affacciano, ovviamente nella veste di acquirenti. Comprare un rene, un fegato od una cornea in Italia è impossibile o quasi, ma prendere un aereo per andare a farsi operare altrove, magari avendo trattato l’acquisto in precedenza su internet, è cosa assolutamente fattibile. Un viaggio al contrario, su rotte opposte rispetto a quelle che portano altri disperati verso l’Europa, un viaggio che dal vecchio mondo parte con destinazione Pakistan, Turchia, Tunisia, Egitto, Iran, e altri Paesi dell’Europa dell’Est, dell’America centrale o del Medio Oriente.

“Anche il commercio di organi viaggia naturalmente su Internet – racconta Accossato -. Ma non è il caso dei disperati. Per loro il contatto avviene ‘in viaggio’. Su Internet invece tutto si pianifica in poltrona: qui il prezzo è fatto da chi vende, e come per le offerte dei telefonini se porti un amico guadagni il 20 per cento in più sul tuo rene o parte del fegato venduti. Per i disperati no, il valore è deciso dai broker, prendere o lasciare, perché ci sarà sempre un disperato più disperato pronto a dare una parte di sé senza pretese”.