Sondaggi ultimo giro in chiaro: Grillo valanga, diga Renzi più alta

di Riccardo Galli
Pubblicato il 9 Maggio 2014 14:26 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2014 14:26

europeeROMA – Ultimo giro di giostra e soprattutto di stampa per i sondaggi elettorali: arriva lo stop, il divieto di pubblicarne i risultati fin da 15 giorni prima del giorno del voto. Ultimo giro che, con qualche piccola sfumatura, racconta di un Pd che si avvia alla vittoria grazie alla guida di Matteo Renzi. Di un Movimento 5 Stelle lontano quasi 10 punti percentuali dal primo, ma comunque sicuro secondo, staccamdo nettamente da Forza Italia che, nonostante l’impegno televisivo e non di Silvio Berlusconi, non riesce a raggiungere quota 20%. I numeri, probabilmente, all’apertura delle urne, cambieranno. I sondaggi non sono una scienza esatta e nemmeno una scienza ma, con altrettanta probabilità, le posizioni sul podio finale il podio finale saranno confermate.

Dunque Grillo valanga e Grillo a valanga: i sondaggi lo danno tra il 20 e il 25 per cento. L’aria che si annusa suggerisce di prevederlo a cavallo del 25 e non di meno. Valanga Grillo ma Renzi-diga è più alto della valanga: almeno 30 per cento. Almeno, perché non c’è sondaggio che collochi il Pd sotto il 30 per cento. Il tetto per il Pd è il 35 per cento,il pavimento è il 30. Berlusconi a cavallo del venti per cento. Gli altri chissà perché più piccolo diventi, meno i sondaggi ti vedono e misurano con precisione.

Dunque così a due settimane abbondanti dal voto europeo. Dunque così, ma con un ma. Il “ma” si chiama Tangentopoli 2014, gli arresti per la “Cupola” lombarda, Scajola in galera, Greganti, il “compagno g” che riappare…Dicono, prevedono, calcolano più o meno tutti che siano assist elettorali per Grillo, ovviamente involontari ma assist. Quindi il “dunque” dei sondaggi dovrebbe esser letto con una leggera correzione a favore di M5S.

Giornale che leggi sondaggio che trovi, e sondaggio che consulti numeri che cambiano. Oggi, 9 maggio, tre dei principali quotidiani italiani pubblicano quelli che saranno gli ultimi sondaggi in vista delle prossime elezioni europee del 25 maggio mentre, curiosamente, poco o nessun appeal sembrano avere le amministrative che nella stessa data si terranno in più di metà dei comuni italiani. E sono, i sondaggi citati e pubblicati, tutti rigorosamente differenti l’uno dall’altro, seppur fotografando la medesima tendenza.

Il Pd, grazie a Matteo Renzi che piace, piace anche a chi di sinistra non è e a sinistra solitamente non vota, e piace anche e nonostante il defenestramento di Enrico Letta, sarà praticamente senza dubbio il primo partito. E lo sarà di slancio, con buona pace di Beppe Grillo, con un distacco sul M5S di una decina di punti percentuali. I democratici supereranno dopo molto tempo quota 30% raggiungendo il 32.8% per Repubblica, il 33.8 per il Corriere della Sera e per il Sole24Ore.

Secondo, e secondo molto lontano, il Movimento di Grillo che dovrà rinunciare alle pretese di fare un governo e mandare a casa Giorgio Napolitano, promesse fatte dall’ex comico in caso di vittoria. Vittoria che non arriverà perché i 5Stelle, dopo l’exploit delle politiche, continuano a calare nei sondaggi, seppur meno di quanto ci si potesse aspettare all’indomani delle ingloriose amministrative di qualche mese fa. Al 23% si fermerà Grillo secondo il Corriere, al 22.2 secondo il Sole ed appena al 20 per Repubblica. Anche se l’ondata di arresti fronte Expo porterà, secondo molti analisti, qualche voto in più al partito dell’antipolitica per eccellenza.

Lontana, lontanissima ma comunque sul podio Forza Italia ben al di sotto della soglia psicologica e non solo del 20%. Il partito di Berlusconi, nonostante l’impegno mediatico dell’ex cavaliere, non andrà oltre il 17.8% per il Sole e 17.5 per Repubblica.

E poi i “piccoli”, in un panorama comunque tripartito con i tre “big” a fare la parte del leone aggiudicandosi tra i due terzi o i tre quarti della torta elettorale a seconda dei sondaggi, con qualcuno che comunque supererà la soglia del 4%. Tra questi il migliore sarà il partito di Angelino Alfano (7% per Repubblica, poco più del 6 per il Corriere e 6.5 per il Sole), seguito da Fratelli d’Italia, Lega e listaTsipras in ordine sparso con risultati che oscillano tra il 3.5 e il 4.5% a seconda delle stime.

Il quotidiano di Confindustria si avventura poi in un passaggio ulteriore nel tentativo di spacchettare territorialmente i dati. E da questa analisi emerge che Renzi e il Pd “sfondano” nel Nord e nel Nord Est. Territori tradizionalmente cari alla destra e alla Lega che proprio nel loro feudo perdono a favore della sinistra, che qui supera il 34%, ma anche dell’astensione. E se il Nord è il territorio di caccia dei democratici, meglio va il M5S al Sud e nelle isole dove, il partito di Grillo, recupera rispetto al dato nazionale.

Veri, falsi, attendibili o meno che siano i sondaggi da oggi non li vedremo più, almeno sino al prossimo appuntamento elettorale. La legge impone lo stop. Ma come sanno tutti gli “addetti ai lavori” e non solo i sondaggi non spariranno, anzi. Continueranno a fioccare come e più di prima solo relegati nelle segreterie dei partiti e nelle redazioni dei giornali.