Spazio, piano Nasa per catturare un asteroide, 2011 MD

di Riccardo Galli
Pubblicato il 22 Luglio 2014 15:08 | Ultimo aggiornamento: 22 Luglio 2014 15:08
Spazio, piano Nasa per catturare un asteroide

Spazio, piano Nasa per catturare un asteroide (foto Lapresse)

WASHINGTON – La Nasa è a caccia di asteroidi, anzi di un asteroide. L’agenzia spaziale americana ha infatti intenzione di catturarne uno entro il 2020 e di portarlo a casa per poterlo studiare. Facile a dirsi e, ovviamente, molto meno facile a farsi. Ma l’obiettivo è segnato e sul tavolo ci sono già una serie di candidati per la cattura. Quello che resta de decidere sembra essere solo se gli scienziati americani preferiranno catturare un intero asteroide o se, invece, opteranno per l’opzione che prevede la cattura di un solo pezzo di asteroide.

Poco più di tre anni fa, il 22 giugno del 2011, il Lincoln Near Earth Asteroid Research Program (LINEAR) ha scoperto l’esistenza di un asteroide che, pochi giorni dopo, sarebbe passato alla minima distanza della sua orbita dalla Terra: il 2011 MD che, appena 5 giorni dopo, il 27 giugno del 2011, sfiorò il nostro pianeta passando a circa 12.000 chilometri dalla sua superficie, senza per questo destare preoccupazioni. Ed oggi, quel corpo celeste, è il candidato ideale per una delle missioni più interessanti tra quelle “in cantiere” della NASA, non l’unico ma certamente quello maggiormente indiziato.

L’obiettivo degli scienziati è quello di individuare entro il 2019 un piccolo asteroide che risponda a precisi criteri; una volta raggiunto questo traguardo, scegliere tra due possibili alternative. Una è quella di lanciare una sonda per “afferrarlo” e, quindi, trascinarlo a forza nell’orbita lunare, trasformando così l’asteroide in facile oggetto degli studi per gli astronauti che, nel 2020, potranno confrontarsi direttamente per la prima volta con questi misteriosi vagabondi del Sistema Solare. L’altra prevede comunque la “cattura” di un asteroide ma, questa volta, se ne preleverebbe un campione considerevole di roccia da analizzare.

L’identikit dell’asteroide da catturare deve rispondere ad alcuni precisi criteri, in primis riguardo alle dimensioni, che devono essere limitate. E 2011 MD sembra l’asteroide perfetto per la missione ARM (acronimo che sta per Asteroid Redirect Mission) avendo un diametro di circa 6 metri. Gli asteroidi che interessano la Nasa devono essere entro i 10 metri di diametro.

2011 MD è poi stato attentamente studiato grazie alle osservazioni di Spitzer, il telescopio spaziale all’infrarosso che ne ha scandagliato le caratteristiche fin nel dettaglio, giungendo a conclusioni che hanno stupito gli scienziati evidenziando, ancora una volta, quanto poco siano conosciuti questi corpi celesti. Contrariamente a quanto ci si aspettava, infatti, la densità di 2011 MD è risultata simile a quella dell’acqua mentre, normalmente, le rocce solide possiedono una densità maggiore di circa tre volte. Questo ha suggerito ai ricercatori che circa i due terzi dell’asteroide sarebbero formati da spazio vuoto. Quindi, in buona sostanza, 2011 MD potrebbe presentarsi sotto due diverse forme: o come un insieme di piccole rocce, aggregate in modo non compatto dalla forza di gravità, oppure con un nucleo centrale solido ed un alone di minuscole particelle tutto attorno.

Scenari che comunque non preoccupano gli uomini della Nasa. Il veicolo spaziale che nel 2019 dovrà allungare il proprio braccio meccanico verso l’oggetto celeste prescelto potrà farlo ugualmente sia trovandosi dinanzi un blocco monolitico, sia con un ammasso di rocce più piccole o con un corpo particolarmente poroso. Del resto, una struttura probabilmente simile è stata riscontrata in un altro valido candidato per ARM, l’asteroide 2009 BD, dal diametro pari a circa 3/4 metri: il che fa supporre che gli studiosi dovranno essere già pronti a questa eventualità.

Lo scorso marzo è stata aperta una “call for proposals”: uno stanziamento di 4,9 milioni di dollari per le diciotto idee più interessanti finalizzate all’ambiziosa missione di recupero di asteroidi. Tra le decine di progetti giunti, i vincitori della selezione si focalizzano su diversi aspetti: dallo studio per la messa a punto di sistemi di cattura efficaci, alla ricerca su come adattare i veicoli commerciali al preciso scopo, alla realizzazione di sensori adatti alla missione.

“Queste esplorazioni potrebbero fornirci informazioni per datare il nostro Sistema Solare” ha detto John Grunsfeld ex astronauta ed ora responsabile delle missioni scientifiche della Nasa. “Studiarli da vicino inoltre è una sfida per le nostre capacità di esplorazione. Ci farà infine comprendere come proteggere il nostro pianeta dagli impatti con gli asteroidi”. La cattura di un asteroide, insieme all’esplorazione umana di Marte, sono ora i principali progetti sui cui la Nasa sta lavorando.