Riccardo Galli

Tre gennaio mail a casa con il conto tasse, clik e paghi con sconto. Bello ma…

tasseROMA – Tre gennaio 2015, arriva a casa una mail del Fisco. Presenta il conto, il conto di tutte le tasse: Irpef, Imu, Tasi, multe…Guardi il conto, paghi subito il 75 per cento e il fisco ti fa anche lo sconto sul totale. Oppure rateizzi il pagamento nell’arco dell’anno. Niente sconto, ma sai con precisione da gennaio quanto devi pagare. Pagare puoi pagare con un click, via mail, con un “rid appoggiato” sulla banca, le Poste…

E’ il piano che starebbe dietro l’ammiccante annuncio di Matteo Renzi in Parlamento della “dichiarazione dei redditi precompilata a casa”. Un piano ci sarà pure, ma mai come questa volta il “sogno” renziano assomiglia come goccia d’acqua ad una illusione.

Eccola l’illusione, meravigliosa quanto si vuole ma pur sempre illusione: e se ogni anno il fisco ci inviasse, magari con una e-mail, il conto totale che come contribuenti dobbiamo pagare? Un conto che comprendesse tutto, dalla Tasi alle multe, e che potesse essere pagato con un clik, on line, o meglio con un comodo rid? Bello e impossibile, rubando il titolo di un vecchio successo di Gianna Nannini. Eppure accade, non in Italia ma in Francia ad esempio, ed è, o meglio potrebbe essere, la traduzione pratica della volontà renziana di semplificare il fisco espressa solo ieri al Senato.

Carlo Bertini, su La Stampa, scrive:

“Il 3 gennaio di ogni anno decine di milioni di contribuenti riceveranno una comunicazione con tutte le singole posizioni aperte per ogni tributo: quanto bisogna versare al fisco per Irpef, Tasi, Imu, Tarsu, cartelle Equitalia per multe. Il cittadino potrà scegliere se rateizzare o pagare subito il 75%, in quel caso beneficerà di uno sconto. Un vantaggio per lo Stato in termini di liquidità, di abbattimento del contenzioso fiscale e della spesa per accertamenti. Una cifra: dei 545 miliardi di euro accertati, secondo stime dell’Agenzia delle Entrate, anche se già sono emessi i ruoli, cioè tecnicamente figurano in bilancio, solo il 5-6% sono recuperabili. Così facendo il nuovo governo conta invece di moltiplicare questa cifra a tutto beneficio dell’erario. Ma il vero punto di arrivo che sarebbe una panacea per milioni di italiani, è se davvero si arriverà a pagare con un clic. Nelle intenzioni, c’è una rivoluzione in arrivo: lo Stato stringerà convenzioni con banche, poste, gestori di carte di credito, per poter associare un ‘Rid’, cioè un’autorizzazione bancaria, al conto fiscale di ognuno. In sostanza, alla mail del 3 gennaio del fisco si potrebbe rispondere con un ok al prelievo dal proprio conto corrente e la pratica tasse finirebbe lì”.

A semplificare il fisco, a renderlo amico ci hanno provati in tanti, almeno a parole. Porre rimedio alla stortura molto italica ma non solo italica di un fisco impossibile e cervellotico, invertire il rapporto che oggi impone ai contribuenti dei veri e propri percorsi ad ostacoli per pagare le tasse, con norme che cambiano e tempistica dei pagamenti incerta, è quasi una costante nelle intenzioni dei vari premier che si sono presentati al Parlamento e ai cittadini.

Una vera e propria rivoluzione che farebbe la felicità dei contribuenti che vedrebbero semplificare la loro vita e, in più, consegnerebbe ai virtuosi anche la possibilità di ottenere uno sconto. E una rivoluzione che farebbe la felicità delle sempre esangui casse statali che beneficerebbero di una maggiore liquidità e che vedrebbero una maggiore incisività nella lotta all’evasione. Ma una rivoluzione che sinora è rimasta nell’alveo delle buone intenzioni dei vari governi che si sono succeduti. Ma che ha anche prodotto degli studi e delle valutazioni di praticabilità. “Dietro i suoi annunci”, come rivela lo stesso Bertini, “ci sono già dossier in fase avanzata di elaborazione a Palazzo Chigi, pronti per essere tradotti in norme, appena possibile e senza eccessivi indugi”.

Se questo piano del neopremier, o questa illusione di Renzi si traducesse in realtà, il 3 gennaio diventerebbe certo il giorno più nero degli italiani. Uno di quei giorni che i puntuali dati che arrivano dai tweet e simili bollano come punte minime nell’umore nazionale. Uno scotto che però tutti i contribuenti pagherebbero volentieri in cambio della certezza, e della conoscenza dell’importo esatto che ogni anno devono al fisco. E in cambio della maggiore qualità della vita che otterrebbero non dovendo rincorrere più commercialisti e caf, norme e cavilli, burocrati e burocrazia.

La battaglia è in qualche modo campale e storica. Per sapere se le intenzioni questa volta si tradurranno in realtà occorrerà in fondo attendere poco. Renzi ha infatti a disposizione poco tempo politicamente parlando per dar seguito alle sue parole. Il suo consenso e la sua forza sono infatti strettamente legati alla capacità di dar seguito alle promesse. Speriamo che non sia troppo bello per essere vero, anche se l’esperienza italiana farebbe propendere per il pessimismo…

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