Windjet alla siciliana:100 euro Palermo-Roma, Gli altri 350? A carico nostro

di Riccardo Galli
Pubblicato il 2 ottobre 2012 15:08 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 15:09

windjetPALERMO – “È un contributo dato ai siciliani che anziché pagare 450 euro per andare e tornare da Roma potranno farlo con 100 euro tutto compreso”. Bella l’idea del formalmente quasi ex ma in realtà assolutamente in sella governatore siciliano Raffaele Lombardo: contribuire, con soldi pubblici, al salvataggio della disastrata Wind Jet. Contribuirvi per garantire ai siciliani la possibilità di rimanere in contatto con i “distretti produttivi” del centro e del nord Italia a costi accessibili. Bravo Lombardo, ma quei 350 euro di differenza chi li paga?

Sarebbe dimissionario l’inquilino di Palazzo d’Orleans, e tra meno di quattro settimane, il 28 ottobre, la Sicilia sarà chiamata alle urne per scegliere il nuovo governatore e la nuova assemblea regionale. Di nuovo al voto perché Lombardo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha presentato le sue dimissioni. E nonostante il vulcanico governatore abbia accettato di lasciare la sua poltrona solo dopo molti, moltissimi tentennamenti, sembra averlo fatto solo pro forma. Raccontano infatti le cronache che, a poco più di 20 giorni dalle elezioni, Lombardo operi come se fosse ancora in carica non solo per l’ordinaria amministrazione. E la storia del salvataggio della compagnia aerea di Antonino Pulvirenti, la Wind Jet, quella stessa compagnia che solo l’estate scorsa lasciò a terra migliaia di passeggeri con notevoli disagi per tutto il traffico aereo nazionale, ne è un limpido esempio.

Lombardo ha infatti, con proprio atto di indirizzo, dato incarico all’Irfis, braccio finanziario della Regione, di “valutare una forma di partecipazione al capitale sociale della new.co di Wind Jet”. Questo per “l’alta priorità che il governo della Regione attribuisce al trasporto ed in particolare al trasporto aereo”, perché “l’azione della Regione non può prescindere dall’intento di attenuare le difficoltà connesse al decentramento del territorio dell’isola rispetto ai distretti economici del Centro e del Nord Italia”. Giusto a parole, musica per i circa 500 dipendenti in mobilità della Wind Jet ma tutt’altro che chiaro su un punto fondamentale: chi paga?

Che il governatore sia dimissionario e apparentemente impermeabile alle polemiche che stanno investendo tutte le Regioni italiane per l’uso disinvolto dei fondi pubblici, appare secondario rispetto all’interrogativo appena formulato. Se volare da Palermo a Roma costa 450 euro, e Lombardo vuol far sì che si possa fare a 100 euro, fondamentale è capire chi coprirà i 350 euro di differenza. I siciliani? Le tasse di tutti gli italiani? Non si sa, Lombardo su questo tace. E poi il servizio “low cost” per chi sarà? Solo per i residenti nell’isola o per tutti quelli che viaggeranno con la “compagnia di bandiera regionale”? Tutte questioni che sembrano non sfiorare il quasi forse ex governatore. Tanto che in molti, primo fra tutti il candidato governatore di Sel Giovanna Marano, avanza il sospetto “che sia solo un’operazione elettorale”. “Se realmente si voleva intervenire con un’ipotesi di salvataggio pubblico – dice la Marano – lo si poteva fare per tempo. Annunciarla a ridosso delle elezioni è una manovra propagandistica e un’ulteriore presa in giro dei lavoratori”. Anche perché tutte le argomentazioni di Lombardo, nobili o meno nobili che siano, non potranno essere sottoposte al vaglio della maggioranza e successivamente di un’assemblea elettiva regolarmente in carica. Perché l’Assemblea regionale, quella sì, è ormai decaduta.

Nel frattempo Pulvirenti, patron del Catania Calcio oltre che della Wind Jet, ha dichiarato di essere pronto a riprendere i voli ad inizio dicembre. Smentito però dall’Enac che ha comunicato di non aver nemmeno ricevuto una richiesta di autorizzazione in tal senso dalla compagnia siciliana e che, qualora questa richiesta arrivasse, sarebbe sottoposta a scrupoloso vaglio. Una situazione quindi tutt’altro che in via di risoluzione quella della compagnia isolana. E una situazione in cui investire appare assai rischioso, ancor più in tempi in cui le compagnie aeree, quelle che volano in tutto il mondo, faticano non poco a far quadrare i conti. Eppure Lombardo pensa e propone di investire in questa impresa soldi pubblici, perché anche se non è chiaro se siano soldi dei siciliani o degli italiani tutti, quello che è chiaro e che non saranno soldi di privati.

Pensandoci bene però l’idea di Lombardo non dovrebbe stupire poi tanto. Esiste infatti un precedente diverso e analogo: Alitalia, salvata “a carico” degli italiani in nome di una presunta italianità da sbandierare e difendere. Sarà discutibile Lombardo, ma non appare certo solo.

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