I rischi della democrazia diretta e la Repubblica di Weimar

di Carlo Luna
Pubblicato il 31 agosto 2018 6:47 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 12:52
rischi democrazia diretta

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto Ansa)

Finalmente qualcuno nel PD ha parlato dei rischi per la democrazia italiana originati dal governo Lega – 5Stelle. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “Temo per il futuro della vita democratica e dell’Europa” ha scritto Veltroni che evoca, con mia grande soddisfazione, la Repubblica di Weimar che portò alla vittoria del nazismo. Perché di questo si tratta. Non bisogna dedicarsi all’analisi della sparate continue dei due galli da combattimento che si confrontano e hanno obiettivi in parte simili. Salvini punta a diventare leader del centro destra dopo aver incassato prima possibile i voti guadagnati con il suo fare da spaccone. Di Maio è però più pericoloso perché il disegno che persegue è lucido e condiviso. L’obiettivo la democrazia diretta, senza parlamento, orchestrata da Grillo e Casaleggio junior. Entrambi costituiscono “la peggiore destra”.

Purtroppo la sinistra “impegnata a dividersi e rimirarsi allo specchio, non ha capito che in questi anni è andata avanti una gigantesca riorganizzazione della intera struttura sociale”. E la società italiana “Rifiuta  ogni delega, anima della vera democrazia. Non vuole sapere la verità dai giornali, non accetta il parere degli scienziati, contesta perfino fisicamente professori e medici, nega valore alla competenza politica fino a mettere in discussione il Parlamento, per il quale si ipotizza una estrazione a sorte dei suoi membri”.

Le affermazioni di Veltroni trovano conferma sul sito dei 5 stelle dove il professor, Massimo Di Felice, per sostenere che la democrazia diretta è giusta e opportuna, se la prende con Platone, la Chiesa Cattolica e Lenin che nei secoli l’hanno impedita. “Oggi – conclude – con l’avvento delle reti digitali la contraddizione che oppone l’idea di democrazia alla partecipazione popolare diretta si ripropone e nuovi Platoni e nuovi inquisitori scomunicano la forma di accesso on line e la dislocazione dei processi di decisione nelle piattaforme digitali dove i cittadini connessi, senza più mediazioni, possono esprimersi, discutere, legiferare e decidere in rete”.

Siamo ai nastri di partenza, con i populisti nettamente in vantaggio, nonostante lo spettacolo indecente che offrono quotidianamente. Che fa anche ridere. Fate una prova: leggete l’articolo  95 che recita “Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l’attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. Che fa Giuseppe Conte?