Rocco Casalino seimila al mese, lo stipendio è onesto, la propaganda no

di Lucio Fero
Pubblicato il 21 settembre 2018 14:21 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2018 14:21
Rocco Casalino seimila euro al mese, lo stipendio è onesto, la propaganda no.

Rocco Casalino seimila al mese, lo stipendio è onesto, la propaganda no (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Rocco Casalino, lo stipendio è onesto. Sì, seimila netti al mese più o meno pari a circa 170 mila lordi annui. Stipendio onesto. E non perché come lui stesso dice “lavori giorno e notte”. Questo, nel loro piccolo, lo fanno in parecchi. Parecchi si fanno, come si dice, un mazzo sul lavoro. E nonostante ciò a fine mese non chiudono certo seimila euro. Non è il tanto lavoro che rende onesto lo stipendio, pubblico con soldi pubblici, di Rocco Casalino. E’ la responsabilità, l’importanza. Chi cura la comunicazione di chi governa quanto deve prendere, deve avere forse uno stipendio da impiegato od operaio? Seimila al mese sono, se vogliano essere onesti, uno stipendio onesto per chi fa il lavoro che oggi fa Rocco Casalino.

Cero, quelli di M5S ci hanno marciato e ci marciano con una narrazione dei soldi e stipendi pubblici che tanto onesta intellettualmente non è. L’idea che i soldi siano peccato, che uno stipendio o retribuzione pubblica debba essere francescana oppure casta ci cova è un’idea intimamente disonesta. A prenderla per onesta un’idea così finisce che gli unici che possono vivere con più di tremila al mese senza dare scandalo sono quelli che i soldi li fanno in maniera illegale o nascosta. A prenderla per onesta un’idea così, si finisce per fissare a quattromila euro al mese il confine della “giusta” pensione. Oltre i quattromila ci sono i predatori, i cattivi, i nemici del popolo. A prenderla per onesta un’idea così, si potrebbe risbatterla, farla rimbalzare sul volto, immagine, nome e cognome e busta paga di coloro di M5S che oggi sono governo o per il governo lavorano. E disonestamente dire loro: arraffate soldi pubblici. Loro lo hanno fatto, e non poco. Lo hanno fatto, hanno detto così. La loro non era un’idea onesta. Ma sarebbe disonesto cedere alla tentazione di ripagarli con la stessa moneta. E quindi seimila al mese, lo stipendio di Rocco Casalino (e del suo staff e dei suoi omologhi) è, sono stipendi onesti.

Non così la loro propaganda. Propaganda non è cattiva parola. E’ giusto e ovvio che i Rocco Casalini facciano propaganda, propaganda professionale, per il governo e per M5S. E’ giusto e ovvio che facciano propaganda per il governo e i partiti e uomini di governo pagati con i soldi pubblici. Propaganda è cosa di parte e di passione. Propaganda è la promozione di certi concetti, valori, narrazioni. Promozione a discapito di altri concetti, valori, narrazioni. Propaganda non è peccato e non è scandalo e non è attività disdicevole.

Ma c’è una propaganda non onesta. Non onesta intellettualmente. Non onesta civilmente. Quella che dichiara, proclama, addita chiunque non sia dalla parte del governo e dei partiti e uomini e donne di governo come niente meno che traditore del popolo. Questa è propaganda non onesta, per niente. Ed è, purtroppo, l’asse, il cuore, la polpa viva della propaganda alla Rocco Casalino. Casalino: stipendio onesto, propaganda no.