Governo del cambiamento? La prova del fuoco nella palude della burocrazia

di Salvatore Sfrecola
Pubblicato il 2 giugno 2018 6:48 | Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2018 3:08
Governo del cambiamento? La prova del fuoco nella palude della burocrazia

Governo del cambiamento? La prova del fuoco nella palude della burocrazia

Mi è capitato fra le mani in questi giorni un volumetto di Giuseppe Prezzolini al quale ritorno spesso perché suggerisce sempre importanti riflessioni: “Modeste proposte scritte per svago di mente, fuoco di sentimenti e tentativo di istruzione pubblica degli italiani”. Acconcio all’attuale momento storico, certamente straordinario, espressione di una svolta politica significativa, un governo nel quale due forze politiche, il Movimento 5 Stelle e la Lega, non più a Nord ma espressione, per come l’ha costruita in questi anni Matteo Salvini, degli interessi generali degli italiani.

È evidente che, assai più del M5S, che ha impostato la sua campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 marzo, in forma di protesta generalizzata nei confronti della realtà politica ed economica italiana fortemente deludente, la Lega ha saputo assumere, pur avendo prevalentemente personale politico proveniente dalle regioni del Nord, una connotazione nazionale grazie all’azione di Matteo Salvini, del gruppo parlamentare di Camera e Senato e delle iniziative assunte nelle realtà locali da personaggi che hanno saputo valorizzare nella loro azione politica l’attenzione agli interessi economici e sociali dei territori.

Così ha inizio l’avventura, certamente esaltante per i partiti che hanno formato il governo e per gli uomini impegnati nei vari ministeri, una esperienza che, tuttavia, si scontrerà subito con la realtà della burocrazia, che peraltro abbiamo più volte descritto. L’Amministrazione pubblica italiana, che si avvale in ogni settore di riconosciute eccellenze professionali ,è, complessivamente considerata, assolutamente inadeguata al momento storico. E ancor più alla richiesta di novità che emerge dal programma di governo.

Perché sappiamo che la sua realizzazione richiederà modifiche normative riguardanti l’organizzazione dei ministeri, la normativa sostanziale da applicare, quella procedimentale, l’adeguatezza degli uomini e delle disponibilità finanziarie. Nel senso che il migliore programma di questo mondo non potrà essere percepito dai cittadini se non sarà possibile per essi verificare, con immediatezza, l’effetto delle decisioni assunte.

Infatti l’esperienza ci insegna che i programmi governativi spesso sono stati frustrati da normative confuse, delle quali non era stata evidentemente fatta una simulazione degli effetti, con la conseguenza di una eccessiva dilazione nel tempo delle realizzazioni. Ciò in quanto il legislatore italiano sovente ricorre a norme di delega che richiedono provvedimenti delegati, i cosiddetti decreti legislativi, regolamenti e infine circolari applicative. Accade così, è accaduto quasi sempre così, che norme attese da tempo non siano entrate in vigore nei tempi richiesti, perché il cittadino o l’imprenditore ne percepisse l’utilità a causa di questa sovrabbondanza normativa che fra leggi, regolamenti e direttive ministeriali, da interpretare sulla base di circolari hanno impantanato l’azione della pubblica amministrazione. Si è parlato più volte di compilare testi unici, strumenti essenziali di rappresentazione della normativa vigente in molte materie, ma non se ne è fatto nulla.

È quindi indispensabile che la prima preoccupazione del nuovo governo nel suo complesso e dei singoli ministri, sia quella di fare un check-up dello stato della normazione e della organizzazione amministrativa. Perché in alcuni casi sarà necessario introdurre nuove norme, delle quali si dovrà aver cura che siano facilmente applicabili, mentre si dovrà verificare la praticabilità delle procedure in atto presso le singole amministrazioni per accertare se sono adeguate o meno alle esigenze di funzionalità richieste.

Non è cosa di poco conto, perché i cittadini che attendono dal governo quelle novità che li hanno indotti a votare per i partiti che ne fanno parte, attendono con immediatezza le novità. Ed io più volte ho segnalato l’esigenza che i cittadini e le imprese percepiscano immediatamente che qualcosa di nuovo è all’orizzonte, anzi che già si concretizza, si realizza attraverso l’adozione di provvedimenti in tempi brevi. Il tempo, a volte l’Amministrazione non lo considera, è essenziale ed è un costo per le persone e per le imprese. Purtroppo finora si è potuto constatare l’incapacità della classe politica rispetto a queste esigenze del tutto trascurate, forse perché da troppi anni abbiamo portato al Governo e in Parlamento persone di modesta esperienza e professionalità che mai hanno svolto o anche solo osservato le attività che nella loro responsabilità politica e di governo devono gestire.

Serve modestia, quella che dimostra l’intelligenza delle persone che si fermano per capire, per elaborare un’idea nuova per poi ripartire con maggiore slancio e con maggiore consapevolezza delle possibilità di realizzare ciò che si è promesso.