Primi 100 giorni di Mattarella Presidente: aereo di linea e Costituzione

di Salvatore Sfrecola
Pubblicato il 18 febbraio 2015 11:28 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 11:28
Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

ROMA – Salvatore Sfrecola ha pubblicato gli articoli qui sintetizzati anche sul suo blog, Un sogno italiano, col titolo “Un sorriso timido, un bel gesto e Mattarella vola nei sondaggi” e “Il discorso di Mattarella. Un richiamo forte alla legalità”.

È bastato il suo sorriso, timido ma non di circostanza, e soprattutto un gesto, il viaggio a Palermo su un volo di linea anziché con un aereo di Stato, a richiamare l’attenzione degli italiani per il nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Così i sondaggi, che fino al giorno prima lo davano pressoché sconosciuto alla maggioranza degli italiani lo hanno fatto volare nei sondaggi assegnandogli la posizione del più gradito dei politici. Al 48% “staccando” di più di 10 lunghezze il presidente del consiglio che compare in televisione più volte al giorno, prima e dopo i pasti.
Il dato merita qualche commento, estremamente facile, per la verità.
In primo luogo gli italiani dimostrano di apprezzare chi ha rispetto per le istituzioni e del pubblico denaro, come dimostra la scelta di usare un volo di linea per un viaggio personale in un contesto giornalistico nel quale anche Twitter diffonde immagini del primo ministro inglese Cameron e del ministro dei trasporti che raggiungono il loro ufficio a Londra utilizzando la metropolitana.
D’altra parte su Facebook, che in questo periodo pubblica foto storiche, in particolare della prima guerra mondiale, dà conto della sobrietà delle autorità pubbliche dell’epoca nell’uso dei mezzi dello Stato. E qualcuno, a commento della foto con un corteo di auto che accompagnava il presidente Napolitano, ha ricordato che il re Vittorio Emanuele III, nel percorso da villa Savoia al palazzo del Quirinale, aveva una sola autovettura di scorta.
Oggi il presidente Mattarella mette a disposizione degli italiani altre sale del palazzo del Quirinale per le visite e nuovi spazi per la fruizione di iniziative culturali al centro della Capitale, in un contesto di straordinaria bellezza.
Dunque Mattarella si colloca al 48% dei consensi davanti a Renzi (34%), Matteo Salvini (23%), Giorgia Meloni (16%), Silvio Berlusconi (15%), Beppe Grillo (14%, +1),Angelino Alfano (12%) e Nichi Vendola (10%).
Sfiora il 50% che viene considerato un indice di gradimento significativo.
Attendiamo la prossima rilevazione. Certamente crescerà agli occhi degli italiani e chissà se non riuscirà a restituire fiducia nella politica in quei “concittadini”, come lui ha chiamato subito dopo l’elezione i nostri connazionali, che se ne sono distaccati, che non votano, non tanto e non soltanto per protesta ma perché evidentemente non hanno fiducia che qualcosa cambi.
Per restituire fiducia nessuno è più adatto di un Presidente che apre il Palazzo e sale su un aereo di linea per tornare a casa.

Qualcuno certamente ripercorrerà, ancora nei prossimi giorni, il discorso pronunciato dal Presidente Sergio Mattarella dinanzi al Parlamento in seduta comune, per commentare soprattutto alcune affermazioni che hanno riscosso il gradimento di Senatori e Deputati. Sottolineate da applausi ripetuti, non tutti di rito e non tutti, forse, sinceri.
Ha colpito la forza straordinaria della semplicità di certe proposizioni, la stringatezza dei concetti che richiamano l’attenzione, stimolano l’immaginazione politica e suscitano emozioni. Quelle manifestazioni di consenso hanno sottolineato in molti casi una condivisione di valori, in altri una sollecitazione a fare, come quando il Presidente ha espresso forti e ripetute preoccupazioni per la situazione economica e per il disagio dei “concittadini”, come aveva già fatto il giorno dell’elezione, dei giovani, in particolare, di quelli delle aree disagiate, come nel “suo” Meridione. Per la lunga crisi che “ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine”. E angoscia, “in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi”.
Con indicazione di una prospettiva ragionevole. “E’ indispensabile – ha detto – che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo”. In un Paese nel quale esistono “energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente” Per cui la necessità “che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo. Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito”. I giovani presenti, come mai in passato, in Parlamento con “le speranze e le attese dei propri coetanei”. Con una “capacità di critica, e persino di indignazione”. Che ha fatto pensare ad una attenzione verso i CinqueStelle.
Ma c’è stato anche un significativo richiamo ad altri valori e regole costituzionali, in primo luogo al ruolo delle Camere in una Repubblica parlamentare, che appare anche come una presa di distanza dalla prassi di una decretazione d’urgenza di assai dubbia legittimità, e di dimensioni particolarmente rilevanti, al punto di limitare il dibattito parlamentare nella sede della conversione in legge, sempre sulla base di mozioni di fiducia.
Il Presidente, uomo di diritto con significative esperienze governative sa bene del ruolo centrale che riveste la Pubblica Amministrazione per il perseguimento delle politiche pubbliche. Un’Amministrazione “che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni”.
Poi uno sguardo al futuro, all’esigenza di una “tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana”, nelle sue varie articolazioni. “La strada maestra di un Paese unito – ha affermato Mattarella – è quella che indica la nostra Costituzione, quando sottolinea il ruolo delle formazioni sociali, corollario di una piena partecipazione alla vita pubblica.
La crisi di rappresentanza ha reso deboli o inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione, mentre dalla società emergono, con forza, nuove modalità di espressione che hanno già prodotto risultati avvertibili nella politica e nei suoi soggetti”.
E qui molti hanno ritenuto di intravedere una critica implicita al comportamento di Renzi da molti accusato di aver ignorato, quando non emarginato, le rappresentanze delle formazioni sociali, a cominciare dai sindacati.
“Per riaccostare gli italiani alle istituzioni”, sottolinea il Presidente, è necessario “intendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti”.
E, poi, quella perorazione forte, ritmata dai ripetuti, incalzanti “significa” per “Garantire la Costituzione”. Garantire “il diritto allo studio”, “il diritto al lavoro”, la promozione della “cultura diffusa” e “la ricerca di eccellenza”, “amare i nostri tesori ambientali e artistici”, “i diritti dei malati”, concorrere “alle spese della comunità nazionale”, “ottenere giustizia in tempi rapidi”. E via con riferimento ai diritti sanciti in Costituzione. Quanto alle persone con disabilità e alla “famiglia, risorsa della società”, al “pluralismo dell’informazione”.
Infine. “Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità”. Per cui “la lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute”.