Salvini-Di Maio-governo: lo fanno, non lo fanno…Sta diventando m’ama, non m’ama

di Lucio Fero
Pubblicato il 15 maggio 2018 9:33 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2018 9:33
Contratto Salvini-Di Maio-governo: lo fanno, non lo fanno...Sta diventando m'ama, non m'ama

Salvini-Di Maio-governo: lo fanno, non lo fanno…Sta diventando m’ama, non m’ama (foto Ansa)

ROMA – Salvini-Di Maio-governo: l’hanno fatto, ecco il Contratto, mancano “solo le virgole”. Che mancassero solo le virgole (e magari anche un premier-copertina) lo avevano dolcemente sussurrato agli italiani sia quelli di M5S che quelli della Lega. I due leader, Salvini e Di Maio, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] avevano fatto sapere agli italiani e al presidente della Repubblica: siamo pronti.

Salvini-Di  Maio-governo: non erano pronti, non l’hanno fatto. Mancano al Contratto, pare, un bel po’ di capitoli. Lega-Salvini vuole sbancare deficit e sfidare Unione Europea, vuole portate il deficit 2019 al tre e forse passa per cento, il doppio di quanto l’Italia si è impegnata a fare. M5S nel tetto sfondato teme di rimetterci l’osso del collo. M5S non vuole Tav e Tap, M5S è no Tav e no Tap e un po’ no tutto grandi opere. La Lega il contrario, vuole costruire e cantierare. Lega che vuole, fortissimamente vuole la difesa personale, anche armata, sempre e comunque legittima, insomma vuole libertà di sparare al ladro. Sul punto M5S sente odor di bruciato civile oltre che di polvere da sparo. Lega che vuole pattuglioni a cercare, identificare e espellere clandestini, M5S che teme al riguardo sceneggiate per i Tg e pure qualcosa di peggio.

Salvini-Di Maio-governo: non erano pronti e l’hanno detto all’inizio della nuova settimana di crisi politica dopo le elezioni (oramai la decima-undicesima). Veramente a dirlo chiaro è stato Salvini. Al contrario Di Maio ha preferito raccontare che tutto va bene, più o meno, sulla linea che a lui piace tanto secondo cui, stante che stanno scrivendo modestamente al storia, non è il caso di essere pignoli sull’inchiostro e, se del caso, neanche sul testo.

Non erano pronti e c’è chi racconta non lo siano perché Salvini vede ora molti rischi e pochi incassi a governar davvero con M5S. Ma c’è anche chi racconta che Salvini davanti a Mattarella ha detto sereno che il governo con M5S lo fa e altro governo non c’è e altro governo non avrà se non con Di Maio e che la scena nervosa sui punti del Contratto ancora mancanti serve a mascherare l’unico vera assenza: quella di un presidente del Consiglio.

Nome sul quale Di Maio e Salvini non si mettono, non riescono a mettersi d’accordo. Professori dell’una o dell’altra area (usa dire così) sono spesso dei mattacchioni con idee strampalate. Reciprocamente impresentabili a leghisti o grillini, discretamente impresentabili in Europa e nel mondo, decisamente impresentabili a Mattarella.

Come che sia, non sono pronti Salvini e Di Maio a fare il governo. E domani ancora no. Ma forse lo saranno giovedì, magari venerdì. Che poi nel fine settimana si va ai gazebo leghisti o sulla piattaforma Rousseau pentastellata per votare. Votare che? Il Contratto governo. I leghisti potranno votare se sì o se no, altrettanto gli iscritti M5S. Chi ci può andare ai gazebo leghisti a votare? Pare chi gli pare. Chi può votare sulla piattaforma Rousseau: i circa 120 mila iscritti. Di Maio e Salvini che lunedì non erano pronti e forse venerdì lo saranno cercano mandato e conferma dal “popolo”. Ma non avevano avuto mandato il 4 marzo dal popolo vero?

Lo fanno, non lo fanno…Sta diventando un m’ama, non m’ama. Con due profondamente innamorati del governo appunto che sfogliano la margherita del ci arrivo, non ci arrivo…Una scena ormai stucchevole anche se non priva di una sua umana tenerezza.

Non fosse per il pesante e indigeribile condimento: Di Maio soprattutto che non solo tutto va bene la marchesa ma anche nulla mai è andato così bene. Di Maio e il suo finalmente la Terza Repubblica, finalmente i temi e i cittadini, Di Maio e il suo mai viste in Italia cose così belle. Di Maio che vende M5S e Lega come organizzazioni non governative che stanno lì per amor di umanità, missione umanitaria e spaccia per ascensione al potere dei puri d’animo una normale, ancorché faticosa, trattativa politica per programma e ministeri.

Non fosse per il programmatico esaurimento e spegnimento della collettiva capacità di intendere e vedere. Ad esempio: ogni sera Di Maio e Salvini, M5S e Lega celebrano in pubblico la festa della trasparenza. Infatti è la prima volta nella storia della Repubblica che il nome del possibile presidente del Consiglio è segreto, taciuto, coperto, ignoto. Infatti è tutto così trasparente che al sabato-domenica ci dicono mancano solo le virgole e al lunedì che forse lo fanno e forse no il governo perché, pare, ci siano capitoli interi che non si riescono a scrivere.

Trasparenza sempre su tutto e ad ogni momento non è buona cosa se vuoi fare cose serie. Ma perché ci piace tanto farci prendere in giro sulla finalmente trasparente sedicente Terza Repubblica? Perché raccontiamo e ci lasciamo raccontare questo prosaico m’ama, non m’ama di aspiranti ministri come fosse un’epopea di vendicatori e giustizieri?