Salvini Me ne frego e Di Maio balcone: cane morde uomo, non c’è notizia

di Lucio Fero
Pubblicato il 1 ottobre 2018 9:35 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 9:35
Salvini del Me ne frego e Di Maio balcone: cane morde uomo, non c'è notizia

Salvini Me ne frego e Di Maio balcone: cane morde uomo, non c’è notizia (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Salvini l’ha cercata la formula, l’ha degustata in bocca prima di pronunciarla, l’ha collocata in coda ad un mini ragionamento, quindi non gli è sfuggita. Tutt’altro, Salvini era gioiosamente soddisfatto di se stesso quando ha scandito il suo Me Ne Frego. “L’Europa? Me ne frego”. Salvini sapeva quel che diceva e sapeva il come lo diceva, il come lo aveva scelto. Me ne frego, a buon intenditor…

Di Maio forse sul balcone ci è salito più d’istinto che di ragione. Salvini lo sa che vuol dire in Italia ridire, rilanciare il Me Ne Frego. Non è detto che Di Maio sappia cosa vuol dire un balcone di stato con folla plaudente. In realtà sotto il balcone di Di Maio non c’era folla plaudente ma solo i parlamentari M5S muniti di bandiera. E l’affaccio dal balcone di Palazzo Chigi salutava forse l’aver spezzato le reni a Tria? La conquista del deficit? Era la festa del debito? No, era la gioia incontenibile dell’aver espugnato la Bastiglia dei soldi, la cassaforte dei soldi. Nel mondo dei Di Maio i soldi “ci sono, ci sono sempre stati”. Si auto producono i soldi e governare vuol dire andarli a prendere. Il balcone e le dita aperte a formare la V di vittoria, di nuovo l’ora delle decisioni irrevocabili scoccata…Di Maio più d’istinto che di ragione su quel balcone.

Se il balcone ha avuto qualche riscontro di stampa e di attenzione questo è stato in chiave di costume. Costume, non politica. Così è stato raccontato. Un modo di essere, una curiosità. Qualcosa tra il pezzo cosiddetto di colore e l’occasione per un po’ di satira. Il Me Ne Frego di Salvini invece è passato sotto silenzio o quasi. Eppure di Salvini la comunicazione registra anche i sospiri.

E’ che i Me Ne Frego del capo del governo in pectore e i balconi del capo del governo in seconda sono qui e oggi in questa Italia vera e reale cane che morde uomo. Normalità, ovvietà. Non fanno quasi giustamente notizia. Salvini e Di Maio non è che ci fanno per caso. Ci fanno per scelta. Adottano per scelta posture, frasi, concetti sprezzanti verso la democrazia liberale. Ci fanno per scelta. Ci fanno e ci sono. E non fa notizia, magari fa consenso.

Post scriptum. Capita a Di Maio di regalare via social agli italiani la frase “noi diamo soldi ai truffati dalle banche al contrario del decreto salva padre Boschi” nelle stesse ore in cui Boschi padre incassa dalla magistratura un’altra archiviazione delle accuse ai suoi danni (in questo caso quella relativa al piazzamento ingannevole di obbligazioni subordinate). A quanto la diamo la smentita dei fatti alle parole di Di Maio? Non è quotata, solo un pazzo scommetterebbe su realtà batte propaganda.