Salvini invulnerabile. Quei 49 mln ce li siamo già spesi. L’avesse detto un altro, l’avremmo fritto

di Lucio Fero
Pubblicato il 4 luglio 2018 9:50 | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018 9:50
Matteo Salvini invulnerabile. Quei 49 mln ce li siamo già spesi. L'avesse detto un altro, l'avremmo fritto

Salvini invulnerabile. Quei 49 mln ce li siamo già spesi. L’avesse detto un altro, l’avremmo fritto

ROMA – Salvini invulnerabile, davvero invulnerabile a tutto [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Una corazza, ma che corazza…un campo di forza lo protegge e lo avvolge. Un campo di forza generato dalla convinzione, dedizione, opinione e…pure genuflessione dei molti, se non dei più, tra noi.

Prendere la storia dei 49 milioni. Non di votanti, di euro. Sentenza e fatti non contestabili e non contestati dicono che la Lega quei 49 milioni li ha truffati (il termine giudiziario è questo e non altro) allo Stato. Rimborsi elettorali usati per farsi i fatti propri e non per attività in qualche modo legate alla politica. Ora nuova e discussa decisione della Cassazione: si prendano ovunque dai conti, dai fondi, dai soldi della Lega quei 49 milioni. La difesa della Lega contesta che questo si possa fare e che sia corretto a fil di codice. Salvini dice che è “un processo politico”. Si vedrà chi ha legalmente ragione sul recupero e sulle modalità di recupero di quei milioni.

Ma non è questo che importa e attesta ai fini della invulnerabilità. E neanche il punto è che alla pubblica opinione iper suscettibile alle spese e costi dei politici i 49 milioni imbertati e imboscati dalla Lega facciano un baffo. E’ la Lega di prima, non quella di adesso. E tanto basta alla pubblica opinione. In realtà la pubblica opinione ritiene di poter trarre tanto vantaggio dalla Lega di ora che chi se ne frega se sparisce qualche milione…

Qui la radice della Salvini invulnerabilità. Il punto è che quando Salvini, non a questa puntata della sentenza della Cassazione ma ancora prima, quando Salvini ha comunicato infastidito come da una mosca: Quei 49 milioni? Ce li siamo già spesi…Quando Salvini ha liquidato così la questione, la pubblica opinione ha assentito con un corale: va bene, acqua passata.

L’avesse detto un altro, chiunque altro, non diciamo un Renzi o Berlusconi che è troppo facile, ma l’avesse detto perfino un Di Maio quei 49 milioni di soldi pubblici ce li siamo già spesi e quindi ciccia…l’avremmo fatto fritto questo chiunque altro. Fritto, bollito, spellato vivo come un peperone. E invece no, invece Salvini è invulnerabile.

Invulnerabile e incamminato sulla via della beatificazione popolare. Ad un sacerdote, don Federico Pompei che azzarda da parroco in omelia: “Prima gli italiani? No, prima gli uomini” i fedeli rispondono abbandonando la chiesa. Lasciano indignati per evidente oltraggio alla prima regola morale del decalogo Salvini. Appunto, il prima gli italiani. E’ Salvini, non il parroco, la guida spirituale per quei cattolici italiani di Martinsicuro. Ed è solo un esempio arrivato alle cronache, chissà quanti altri.

Beatificazione che informazione e comunicazione hanno già conferito e riconosciuto a Salvini, un po’ come le stimmate prima di diventare santo. Le immagini regalate a tutta la nazione di Salvini che fa il bagno in piscina che fu della mafia…Con le debiti proporzioni sono della stessa materia, mistica e materiale, trascendente e immanente, di cui furono fatte le immagini di Mao che nuotava nel grande fiume, di Mussolini che trebbiava torso nudo, di Putin sub o esploratore o cacciatore…Sono le immagini della Guida, del Timoniere, del Capitano. Sono culto della personalità, la stampa ci sta.