Salvini può arrestare? Un ministro non può mai: si chiama libertà

di Riccardo Galli
Pubblicato il 13 luglio 2018 10:38 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2018 10:38
Salvini può arrestare? Un ministro non può mai: si chiama libertà (foto Ansa)

Salvini può arrestare? Un ministro non può mai: si chiama libertà (foto Ansa)

ROMA – Salvini può arrestare, un ministro, un capo di governo, un presidente di una Repubblica o di uno Stato possono ordinare e disporre un arresto? No, mai. In nessun posto. O almeno [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] in nessun posto dove il ministro, il governo, lo Stato, la Repubblica o quel che sia rispetti la libertà fondamentale: quella di non essere sottoposti a privazioni della libertà personale se non per decisione di un magistrato.

E’ la legge che arresta e giudica e non il potere politico. E’ il fondamento della libertà politica in Occidente. Fondamento che viene posto quando si sottrae al sovrano appunto il potere di arrestare e detenere. Lo si sottrae al sovrano e lo si dà alla legge quel potere. Togliere dalle mani del sovrano il potere di privare della responsabilità personale è natura della democrazia. Da tre secoli. Toglierlo dalle mani di ogni sovrano, non solo i re. Ogni sovrano vuol dire anche il popolo sovrano. Non c’è consenso o voto che possa reclamare il potere di arresto. La garanzia prima della libertà individuale, anche di quelli che sempre invocano arresti altrui, è che il potere di arresto sia nelle mani di un potere terzo, la magistratura e la legge. E mai più nelle mani di un governo, un ministro, un capo.

Ma questa banalità democratica (buonista?) stupisce Salvini. Anzi lo stupisce ed amareggia. Lo stupisce che la libertà sia nel limite al potere sovrano, fosse anche quello del popolo. Lo stupisce chela civiltà occidentale abbia elaborato, costruito e difeso qualcosa di più complesso della semplice semplice ruspa. Lo stupisce che qualcuno resti attaccato e fedele a questo, a questa…libertà buonista. Lo stupisce, lui comanda arresti “da papà e da cittadino”. Che altra libertà si vuole?

L’altro capo politico al comando, al comando in seconda, e cioè Luigi Di Maio ha in materia commentato: “Abbia esagerato o no Salvini, non me ne frega nulla, l’importante è che Mattarella”. Già, Mattarella, non Di Maio o M5S che stavano a cuccia prima che Mattarella muovesse.

Comunque, rimarcare il “non me ne frega nulla”di Di Maio in materia di chi arresta chi. Una pubblica ammissione, se non rivendicazione, di analfabetismo in storia, diritto, giustizia, libertà. E gli analfabeti, anche se animati dalle migliori intenzioni, non hanno mai scritto buoni libri. Tanto meno di storia, diritto, giustizia, libertà.

L’altro, il comandante in prima, i libri di storia, diritto, giustizia e libertà magari li riscriverebbe. Ma non ne ha tempo e voglia. Si fa prima arrestarli, anche i libri. E perché no? Se son buonisti…

Infine a quanti, non pochi, condividono l’amarezza di Salvini per due negri in manette in meno e a quanti, moltissimi, pensano che sia tutta politica, sceneggiata e non sostanza e libertà, a quanti, quasi tutti, fanno un tifo di qua o di là a prescindere, va ricordato che un ministro che dispone arresti, cari tifosi, è un gol segnato con la mano.

E non di nascosto, un gol segnato con la mano e gridando di poterlo fare! Se in campo c’è qualcuno che si prende il potere di segnare un gol con la mano e si stupisce e amareggia non glielo facciano fare nonostante la curva invochi e inciti, allora non è più calcio.  Semplice, semplice: vale lo stesso e non diciamo per la democrazia che a troppi ormai sta antipatica come una vecchia zia. Vale lo stesso per la convivenza civile, non è più civile.