Salvini brinda a Saviano e altri. Toscani replica: È una m… e cita Majakóvskij

di Ama La Sunta
Pubblicato il 9 marzo 2018 6:07 | Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2018 23:39
Il post di Matteo Salvini

Il post di Matteo Salvini

ROMA – Oliviero Toscani non deve aver preso molto bene il post di Matteo Salvini in cui lo stesso Salvini brinda con un bicchiere di vino dedicando la sua vittoria a Roberto Saviano, Fabio Fazio, Vauro, 99 Posse, Gad Lerner, Saverio Tommasi e proprio Oliviero Toscani. Il primo del breve elenco è Roberto Saviano, al quale, nello scorso agosto, Salvini ha promesso  che, “se andiamo al governo, dopo aver bloccato l’invasione, gli leviamo l’inutile scorta”.

Dopo aver definito il segretario della Lega “l’uomo di Neanderthal che comunque può essere utile. Uno che caga, può essere utile per la vigna -ha dichiarato ai microfoni di La Zanzara Toscani-. Potrebbe aiutare l’Europa a mettersi a posto, a cambiare. Non tutte le merde vengono per nuocere, ci sono pure le merde utili”. Poi insulta anche gli italiani che hanno votato Lega: “Sono in ritardo sull’umanità. Come i fascisti al tempo del fascismo, erano in ritardo ma al potere”.

Come se non bastasse, Toscani ha annunciato ai microfoni di Radio Padova la sua iscrizione al PD: “Mi iscrivo al Partito Democratico per fondare il partito vero comunista, non quello dei comunisti che hanno imbrogliato uccidendo Majakóvskij il grande poeta. Majakóvskij fu suicidato dal sistema comunista perché era un uomo di visione, della vera modernità del futuro dell’umanità. Fonderò il partito Majakóvskij. Anch’io mi iscrivo come Calenda”.

Poi non manca di affondare l’attacco a quelli che nel Pd vedono di buon occhio un accordo con il Movimento 5 Stelle: “Io non sono uno che salta sul carro dei vincitori. Io salto sul carro di chi ha difficoltà”. E non si è nemmeno sottratto alla domanda più spinosa, se accetterebbe o meno il ruolo di segretario del Pd: “Subito, altro che rottamazione. Ma non sculaccerei Renzi, è stato già sculacciato abbastanza”.

Non sembra che Salvini abbia replicato. Né che abbia letto la poesia di Majakovskij intitolata Il Partito,  che forse ha ispirato la promessa di Toscani:

“…il Partito è milioni di spalle,

spalle vicine le une alle altre

e queste portano al cielo

le costruzioni del socialismo.

lì Partito è la spina dorsale

della classe operaia.

Il Partito è l’ immortalità

del nostro lavoro.

Il Partito è l’ unica cosa che non tradisce”.