Scorie nucleari al plutonio: dove si seppelliranno? Rischi di nuovo blitz

di Enzo Boschi*
Pubblicato il 20 febbraio 2015 11:05 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 11:05
 Scorie nucleari al plutonio: dove si seppelliranno? Rischi di nuovo blitz

Enzo Boschi. Il pericolo delle scorie nucleari

ROMA – Enzo Boschi ha pubblicato questo articolo anche sul sito di Usi ricerca col titolo “Seppellire le scorie nucleari sotto una montagna di euro”

 Su Affari & Finanza di Repubblica del 9 febbraio scorso, Luca Iezzi scrive: “Il primo premio per il concorso meno ambito in Italia è di 1.5 miliardi di euro. Una manna per le casse di uno qualsiasi degli 8000 comuni italiani, tutti potenziali concorrenti. Anche se sulla presenza di solo uno o due candidati alla scadenza di giugno prossimo in pochi sentono di scommettere. In palio c’è la realizzazione del Deposito nazionale delle scorie nucleari, un obbligo nei confronti dell’Europa e nei confronti dei cittadini presenti e futuri”.

Dodici anni fa ci fu il tentativo di creare il deposito a Scanzano Ionico. Fu una delle cose più ridicole della nostra storia recente. Fu tentato il cosiddetto blitzkrieg: il sito fu scelto senza informare nessuno. Come avvenne la scelta non si è mai saputo. Solo il Sindaco sembra che ne fosse informato ma non completamente. Giustamente la popolazione si arrabbiò e molto.

L’immagine (dipinta in un giornale) di tutta la popolazione di Scanzano che inseguiva con i forconi i vertici della Sogin di allora è certamente un’esagerazione ma penso, comunque, che qualcuno stia ancora correndo guardandosi le spalle.

Apparentemente sembra che adesso sia stato fatto tutto per benino. La Sogin e l’Ispra si scambiano documenti e mappe, si danno scadenze, hanno già deciso che sarà un’infrastruttura di superficie dentro un bel Parco Tecnologico.

È prevista una notevole ricaduta occupazionale … tanti soldi … insomma il Bengodi!

Sembra addirittura che stia per cominciare o sia già cominciata una campagna informativa. A giugno si terrà un grande seminario nazionale dove tutto verrà spiegato …

Insomma, tutto risolto per i 90-100.000 metri cubi di materiali radioattivi sparsi da nord a sud nel nostro Paese, poco incline storicamente ad affrontare i propri problemi ambientali. Molto più abile nel crearli.

Tutto risolto, dunque? Assolutamente no! A meno che ancora una volta non si tenti il blitzkrieg!

Fra i circa 100.000 metri cubi da sistemare, infatti, ve ne sono 15.000 di materiali radioattivi brutti, brutti! Sono i rifiuti terribili: il prodotto di scarto della fissione. Contengono elementi mortali come il plutonio. E “vivono” per millenni. Molti millenni!

Per queste scorie gli “esperti”, se sono onesti e non posso pensare diversamente, dovranno ammettere che non esiste soluzione e che non si sono posti neanche il problema. Negli USA è da anni che se lo pongono e non mi risulta che abbiano trovato qualcosa di soddisfacente.

Stiamo parlando del combustibile spedito in Francia e in Inghilterra per essere trattato in modo da ridurne le emissioni. Il ritorno in Italia è previsto a partire dal 2018.

Dove verrà sistemato? Non è dato saperlo.

Viene da pensare che verrà “appoggiato” per un po’ nel grande deposito previsto in superficie, ammesso che per il 2018 sia terminato. Per questo tipo di rifiuti si è anche pensato a una soluzione comune per tutti i Paesi europei. Ma tutte le ipotesi che si sono sentite finora sono fumose e poco praticabili.
Insomma, bisognerà fare un altro deposito con caratteristiche molto diverse da quelle richieste per i rifiuti meno cattivi.

Il buonsenso suggerirebbe allora di cominciare con questo secondo deposito, anche per evitare spostamenti inutili di materiali che possono provocare danni irreversibili.

Non risulta, però, che si sia cominciato a pensare a questo secondo problema, a meno che tutto non venga fatto di nascosto. Il che sarebbe veramente il colmo.

Desta molta preoccupazione in un cittadino attento come me che nessun sismologo di valore sia stato coinvolto nell’operazione fin qui portata avanti nel Paese più sismico d’Europa, se non di tutto il Mediterraneo.

A dire il vero semplicemente nessun sismologo, di vaglia o meno, ha partecipato alla preparazione dei documenti che Ispra e Sogin si sono scambiati non so in quale ordine e per quale ragione.

Strano modo di procedere, che si spiega solo se fin d’ora si fanno le cose in modo da non rendere facile l’individuazione di eventuali responsabilità.
Mi preoccupo ancora di più quando vengo a sapere che il Presidente dell’Ingv fa parte del consiglio scientifico della Sogin. Perché, che senso ha? Che consigli scientifici può dare in materie nucleari? Che senso ha, in ogni caso, che il vertice del più grande ente di ricerca geofisica europea sia nel consiglio scientifico di un altro ente probabilmente rispettabilissimo ma che non ha certo fra i suoi compiti la ricerca di base?

Come si spiega invece l’assenza di sismologi di vaglia in un’operazione che dovrebbe essere diretta fin dall’inizio da sismologi, non certo di medio livello.
C’è anche da dire che, visto l’andazzo, i sismologi di vaglia forse si rifiutano a questo punto di interessarsi a questioni che, in ultima analisi, non fanno parte delle loro mansioni.

Eppure all’Ispra dovrebbero aver capito che in certe operazioni tenere volutamente fuori dalle decisioni i sismologi può portare a serie conseguenze o, anche in questo caso, ci si metterà a piagnucolare: “Sono solo un povero ingegnere idraulico!”

Anche a Scanzano Ionico i sismologi furono tenuti fuori da decisioni e discussioni: d’altronde se si fa il blitzkrieg … pochissimi devono essere informati.
Allora preconizzai che dopo Scanzano nessun Comune avrebbe accettato il Deposito, se non si fossero cambiate drasticamente le procedure.

Apparentemente le procedure son cambiate ma il risultato è sempre lo stesso. Si può dire che si è passati dal Blitzkrieg alla Sceneggiata, anzi, per usare una locuzione che in certi ambienti piace, alla “operazione mediatica”, che deve per definizione escludere sempre i sismologi, che sono sempre “imprevedibili” e che potrebbero affermare cose che poi sono difficili da far dimenticare.

L’anno scorso i Revisori dei conti avevano evidenziato al Ministero della Ricerca gravissimi conflitti di interesse e incompatibilità dei vertici dell’Ingv.
Sembrava che stesse per verificarsi Armageddon. Poi non è successo niente: tutti rimasti al proprio posto. Se ne conclude che i Revisori, giocherelloni, hanno voluto fare uno scherzo di Halloween e sono stati perdonati!

Mi dicono anche che la Guardia di Finanza le scorse settimane ha passato giornate a scartabellare non so bene quali documenti dell’Ingv.

Staremo, comunque, a vedere.

Di sicuro si può dire che la sismicità sarà uno degli argomenti critici per la scelta del sito e tutti i conflitti e le manchevolezze di questi anni verranno a galla per screditare scelte e decisioni. Le carte dovranno essere tutte in regola.

Così stando le cose, il deposito per i rifiuti paurosi sarà quasi impossibile da individuare, perché prendere in giro la gente è sempre più difficile.
Certo si potrebbero lasciare le scorie dove sono, pagando cifre altissime per l’ “alloggio”.

Sembra che circa un terzo del nostro debito pubblico sia riconducibile a quanto si spese per fare le centrali e quanto si sta spendendo per spegnerle e smontarle.

Quindi: perché preoccuparsi per qualche centinaio di milioni di euro in più o in meno?

*Enzo Boschi è stato presidente dello Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Ingv.