Scuola, elezioni, sbarchi: in settembre dilettanti allo sbaraglio alla prova del fuoco del voto regionale

di Bruno Tucci
Pubblicato il 21 Agosto 2020 10:55 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 18:30
Scuola (nella foto il ministro Lucia Azzolina), elezioni, sbarchi di migranti: in settembre i dilettanti allo sbaraglio che ci governano alla prova del cuoco del voto regionale.

Scuola, elezioni, sbarchi di migranti: in settembre i dilettanti allo sbaraglio che ci governano alla prova del cuoco del voto regionale

Riapriranno le scuole il 14 settembre? Il ministro Lucia Azzolina non ha dubbi: “Si, certamente, anche se qualcuno nel sindacato ci boicotta”.

Scuola, ecco il grande problema del Governo Conte. Il premier si rende conto che su questo punto gli italiani saranno intransigenti. Sono stati pazienti e molto ubbidienti. Ma ora non faranno sconti di nessun genere. Quindi? Senza paura di essere smentiti si può dire che l’esecutivo si gioca il suo futuro se non risolverà in fretta il “dubbio” della ripresa delle lezioni.

Saranno obbligatorie le mascherine, dovremo dire addio al compagno di banco, ma in ogni caso dovranno essere mantenute le promesse del ministro e di tutto il governo.

Sicuro? Perché questo interrogativo? Per il semplice motivo che ieri in mattinata, Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, se ne è uscito con una frase che ha messo in subbuglio il mondo politico.

“Se i contagi non diminuiranno, sono a rischio sia le scuole che le consultazioni per le regionali (oltre al referendum)”. E’ successo un pandemonio. Tanto che lo stesso Ricciardi ha dovuto ridimensionare la dichiarazione. Dicendo che non è stato compreso da chi lo intervistava perché si riferiva all’estero.  

Spesso le smentite non fanno che rafforzare le frasi pronunciate in precedenza e in questo caso in pochi hanno creduto alla retromarcia dello scienziato. Le perplessità hanno cambiato indirizzo e si sono rivolte a Palazzo Chigi per avere una risposta precisa dal premier.

Ma Conte, negli ultimi tempi, ha abbandonato la strada dei decreti, delle improvvise conferenze stampa e si è “messo a volare più basso, quasi rasoterra”. Dicono in molti: “Interviene poco e promette meno”. Di fronte a un dilemma del genere non ha potuto fare a meno di chiamare i suoi ministri e dir loro: “Su questo problema non possiamo fallire”.

Segno evidente che il presidente del Consiglio sa perfettamente che se la scuola non riaprisse i battenti, l’esecutivo rischierebbe tanto, fino alla crisi di governo.

Ecco perché il centro destra non fa sconti e punta il dito accusatore. Non solo contro la Azzolina (definita il ministro della distruzione). Ma contro tutti i responsabili di questa situazione, nessuno escluso. Si moltiplicano le battute satiriche, le vignette ironiche, però il ministro tira dritto per la sua strada e continua a sostenere che il 14 settembre (sia pure con le dovute precauzioni) le lezioni riapriranno e gli studenti torneranno in classe.

Walter Ricciardi non si è limitato a dire che era in dubbio la scuola. Ma ha risposto ai giornalisti che anche le elezioni regionali e il referendum correvano dei rischi. Smentita poco convincente in serata e corsa ai ripari delle istituzioni.

In primis Luciana Lamorgese, responsabile degli Interni, che ha detto senza se e senza ma che le consultazioni non verranno rinviate per nessuna ragione al mondo. Ciò non ha placato gli animi dell’opposizione che ha rilasciato dichiarazioni pesantissime.

“Il rinvio rappresenterebbe una ipotesi eversiva”. E ancora giù con pesanti accuse. Il Governo si sente stretto, vede traballare la maggioranza e cerca in tutti i modi di rimandare il voto, di modo che vivrebbe per altro tempo.

Tutti sanno che in autunno si faranno i conti e che, prima o poi, questi dilettanti allo sbaraglio, dovranno lasciar libere le poltrone di Palazzo Chigi e dintorni. Tutto rientrato dunque? Non c’è nessun pericolo per la scuola e le elezioni?

Attenzione, il virus è in agguato e non perde occasione di farsi sentire: ieri 845 nuovi casi e fughe in quantità dai centri di accoglienza. Allora, bando al chiacchiericcio e remiamo tutti insieme affinché non ritornino i drammatici giorni della pandemia.