Scuola, i sindacati hanno vinto: non si assume nessuno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 15:19 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 15:22
Scuola, i sindacati hanno vinto: non si assume nessuno

Foto d’archivio

ROMA – I sindacati della scuola volevano, fermamente volevano, bloccare la riforma della scuola di Matteo Renzi. La riforma di Renzi è bloccata, arenata, forse perduta. I sindacati della scuola hanno quindi ottenuto il loro obiettivo primario e l’hanno ottenuto con due riusciti scioperi e con una mobilitazione convinta e agguerrita in tutte le scuole. Dunque, indubitabilmente e indiscutibilmente, i sindacati della scuola hanno vinto. Hanno vinto la loro battaglia. Con l’aiuto e la sponda di forze politiche in Parlamento, M5S, Forza Italia, Pd anti Renzi, ma fondamentalmente hanno vinto loro, i sindacati della scuola. Nessun sindacato era riuscito a fermare la riforma Fornero delle pensioni, nessun sindacato ha fermato il Jobs Act. Sindacato scuola è riuscito dove ogni altro sindacato non ce l’aveva fatta. Nella scuola italiana non si muove foglia che sindacato non voglia. La lotta anti governo, la lotta vittoriosa ha confermato e precisato chi nella scuola decide, conta e comanda: i sindacati.

Danno collaterale della vittoria dei sindacati: per quest’anno non si assume nessuno dei centomila precari che stavano per essere assunti. Assunti con la legge bloccata. Bloccata la legge, bloccate le assunzioni. I sindacati scuola e i partiti che fanno loro da sponda (M5S, Forza Italia, Pd anti Renzi) sostengono e gridano che le assunzioni vanno fatte lo stesso. Lasciamo stare i partiti che agiscono per logiche e interessi ovviamente politici. Con la richiesta, non nuova, di assumere e basta tutti i precari i sindacati scuola confermano che a loro la scuola italiana così com’è sta bene, anzi benissimo. Basta assumere i precari, metterli in cattedra e tutto va bene nella didattica, formazione, competenze. C’è una logica: se nella scuola comandano, contano e decidono i sindacati allora la scuola non può che essere al servizio, servire soprattutto a chi ci lavora. Chi ci studia è un gradito ospite i cui interessi sono sì contemplati ma in fondo accessori.

Ma restiamo ai fatti e i fatti dicono della vittoria dei sindacati scuola. Vittoria in fondo doppia. Perché cosa è successo davvero? E’ successo che quelli che erano e sono dentro la scuola, insegnati e altre figure lavorative, sono stati con successo protetti da pericoli, insidie e ingiustizie e scomodità vere o presunte che il governo voleva far legge. Protetti di cambi di sede e di scuola, protetti dalla valutazione astratta o reale, protetti dai presidi sceriffi, protetti da carriere retributive non basate sugli scatti di anzianità…Insomma quelli che erano e sono dentro sono stati protetti. Protetti di sicuro, paradossalmente poco importa se protetti dal peggio o dal meglio.

Quelli che stavano e stanno fuori dalla scuola invece…restano fuori. In attesa di poter un domani diventare per anzianità di precariato protetti come quelli che sono dentro. Proteggere quelli che sono dentro e tenere in lista d’attesa quelli che sono fuori: mica solo nella scuola, è la visione del mondo, la cultura, la pratica e la missione che i sindacati si sono assegnati. E stavolta, sulla scuola e nella scuola, hanno vinto due volte. Chi è dentro è protetto, chi è fuori aspetti: il sindacato serve a questo.