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Nuovo centro destra: preludio di nuovo grande centro post scissione pd?

di Senator
Pubblicato il 22 Novembre 2013 8:10 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2013 20:32
Nuovo centro destra: preludio di nuovo grande centro post scissione pd?

Matteo Renzi (qui con Maria De Filippi): alleana con i moderati del centro destra dopo la scissione del Pd?

Ce ne siamo andati. Era nell’aria da tempo. Dopo il risultato elettorale deludente che ha consegnato l’Italia alla ingovernabilità l’ala più oltranzista, la Santanché, Bondi, Capezzone, tutta gente che non ha voti, eletta solo grazie al porcellum gestito da Berlusconi, è entrata in fibrillazione immaginando la sconfitta definitiva e l’uscita di scena. Così si sono posti alla destra del Cavaliere demonizzando quanti, che pure avevano seguito la prima indicazione del leader all’indomani delle elezioni di febbraio, hanno dato vita al governo delle larghe intese. E li hanno dipinti come opportunisti, “governativi”, attaccati alla sedia. Altri hanno usato accuse più esplicite ed hanno bollato come “traditori” Alfano, Quagliariello, Lupi, De Girolamo, Lorenzin.

Berlusconi non ha usato questo tono. Anzi, è parso conciliante, rinviando a future collaborazioni, tanto che si è detto di “FarsaItalia”, cioè di una scissione pilotata per marciare separati e colpire uniti, alle elezioni, a cominciare da quelle europee.

È certo uno degli scenari possibili. “Nuovo centro destra” rimane nell’area della destra italiana e si prepara a recuperare i voti perduti dal Popolo della libertà offrendo una varietà di riferimenti, come Fratelli d’Italia.

Una scissione, dunque, per una futura ricomposizione, magari solamente tattica.

È uno scenario che non si immagina esclusivamente a destra. Perché anche il Partito Democratico vive il dramma della contrapposizione tra la base ancora legata all’esperienza del Partito Comunista, guidata da un uomo, Massimo D’Alema, personalità eminente di un conservatorismo inossidabile che teme la vittoria di Matteo Renzi e si prepara a contrastarla in ogni modo, anche con una scissione.

Si verrebbe a determinare una situazione quasi speculare con quella che si registra a destra, che potrebbe favorire una ricomposizione al centro con la formazione di un partito liberal conservatore, di ispirazione cattolica, capace di tenere a bada gli opposti estremismi.

Fantapolitica? Difficile dirlo. Ma è chiaro che va messo in conto uno scenario nuovo, che riannodi i fili di una antica cultura democratica articolata in correnti che strizzano l’occhio a destra ed a sinistra a seconda delle convenienze.

Anche se gli italiani sembrano aver assorbito una sorta di dimensione bipolare della politica, non c’è dubbio che il quadro politico si è scomposto per la insufficienza di una politica lontana dalla gente, come dimostra l’irrompere di Beppe Grillo, espressione di un malcontento diffuso che le vicende di questi giorni a destra e, presumibilmente a sinistra a breve, potrebbe assicurare nuovi e maggiori consenti al Movimento 5 Stelle.

Insomma, può accadere di tutto in un Paese perennemente alla ricerca dell’Uomo della Provvidenza. Come nelle barzellette, la Provvidenza fa sapere di non voler essere coinvolta. Ma l’immaturità politica di questo antico popolo di santi, eroi, artisti e navigatori sembra allontanare la strada giusta per guardare con fiducia al futuro delle prossime generazioni.