Servizi segreti, unica nomina-proroga decisa dal Governo del Rinvio

di Bruno Tucci
Pubblicato il 6 Agosto 2020 9:05 | Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2020 9:05
Servizi segreti, unica nomina-proroga decisa dal Governo del Rinvio. Nella foto Giuseppe Conte

Servizi segreti, unica nomina-proroga decisa dal Governo del Rinvio

Quali sono i problemi che il Governo deve risolvere? Tanti,  tantissimi. Innumerevoli.

Servizi segreti uber alles. Si pensa all’economia, alla ripresa dopo il virus, ai migranti, alla scuola, alla proroga dei licenziamenti, all’emergenza che dovrebbe cessare il 15 ottobre. Si, d’accordo. Ma ora la guerra principale è sulle nomine. Si, insomma, sulle poltrone da conquistare. Ecco il braccio di ferro che occupa i nostri politici alla vigilia delle vacanze. Anzi, è questa l’occasione buona.

La testa è alle ferie, al periodo di riposo, al rinvio di ogni questione delicata. Il momento buono per strappare il consenso e ottenere quel posto su cui molti si azzannano. L’esempio più recente è quello sul futuro dei servizi segreti. Conte fa da sé, non sente nessuno e va avanti per la sua strada. Quella dell’uomo solo al comando.

Alt, gli rimproverano pure i suoi alleati di governo. Il Pd non ci sta, non ingoia il rospo, vuole che il premier innesti la marcia indietro e torni sui suoi passi. Riusciranno i Dem a convincere il presidente del Consiglio? Chissà? Può darsi, forse, è improbabile. Questo governo giallorosso ha nel suo DNA un sostantivo con cui spesso si sposa: il rinvio.

“E’ il suo elisir”, commenta stamane in un editoriale la Repubblica. Ed aggiunge: “A Palazzo Chigi dilaga e trova sempre più consensi Sua maestà la proroga”.

Meglio non rischiare con provvedimenti che potrebbero mandare a carte quarantotto la maggioranza. Così, si temporeggia come faceva l’imperatore Fabio ai tempi dell’antica Roma.

Si rimanda ogni interrogativo, tranne quello delle nomine. Su questo argomento non c’è prorogatio, bisogna decidere subito. Sappiamo che il nostro è il Paese in cui vige l’imperativo del “di’ che ti mando io”. La raccomandazione come un esempio da seguire fin dove è possibile. Si indice un concorso alla Camera per nuove assunzioni molto appetibili? Bene, parte la corsa dei “figli prediletti”. Vince di solito chi ha più spinte? Non arriviamo a tanto, ma certo che il biglietto da visita di coloro che contano vale molto, anzi è spesso essenziale.

A settembre dovrebbe finalmente riaprire la scuola. Mancano gli insegnamenti, indispensabili per prevenire qualsiasi ripresa del Covid19. Il distanziamento, la presenza in classe, i banchi da tenere lontani gli uni dagli altri.

Si apre un concorso per assumere altri diecimila docenti. Trionferà la meritocrazia? Ce lo auguriamo per il bene dei nostri figli o nipoti.

Ancora: esplode il problema dei licenziamenti che molte imprese chiedono a gran voce. Il sindacato insorge e Landini, il leader della CGIL tuona: “Diciamo con forza no, altrimenti lo scontro sarà sociale”.

Sarà un brutto agosto che precorrerà un difficile settembre? Il Paese spera ed ha fiducia nelle istituzioni, non bisogna deluderlo. Qualche buona notizia? I tifosi della Capitale esultano. Sia i giallorossi della Roma, sia ugualmente i biancazzurri della Lazio. Un nuovo sindaco al posto di Virginia Raggi?

Per quel traguardo sarà necessario attendere le elezioni amministrative. Ora la gioia di entrambi ha caratteristiche diverse. La Roma, finalmente, cambia proprietà. Se ne va un presidente lontano dalla società migliaia e migliaia di chilometri. La Lazio che ha perduto il grande sogno dello scudetto si può consolare perché il suo numero uno, Claudio Lotito, diventerà presto senatore.