Silenzio, parla Cassani: “Il no a Dagnoni? Sono uomo di strada, non di scrivania, Bennati è l’uomo giusto”

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 12 Ottobre 2021 19:37 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2021 19:37
cassani dagnoni

Cassani speiga perché ha detto no a Dagnoni (Ansa)

Silenzio, parla Cassani. L’ex c.t. della Nazionale di ciclismo, scaduto giorni fa il suo contratto con la Federazione, ha rifiutato la proposta di un incarico diverso e se ne è andato. Senza però sbattere la porta nonostante un addio non proprio consensuale.

Al suo posto ci sarà l’ex pro aretino Daniele Bennati, 41 anni, 11 successi di tappa nei grandi Giri, uomo di fiducia di tre campioni: Contador, Valverde, Quintana.

Silenzio, parla Cassani: “Il no a Dagnoni? Sono uomo di strada, non di scrivania”

Annuncio ufficiale a novembre, durante il Consiglio federale in Puglia. Amen. Ora tutti rincorrono il tecnico romagnolo per saperne di più. Come si è lasciato con il presidente Dagnoni (che lo aveva scaricato nel bel mezzo delle Olimpiadi di Tokyo.

E cosa farà ora che è fuori dalla Federazione. Cassani parla solo con gli amici e sorvola elegantemente magoni, affronti, dicerie balzane, financo critiche (ingenerose) al suo mandato.

Che ha pur sempre prodotto quattro titoli europei, due Mondiali a cronometro, una bacheca sempre più ricca in pista. Senza dimenticare le Nazionali sperimentali, gli stage per i giovani, la rinascita del Giro dilettanti, la scoperta di talenti attraverso la multidisciplinarieta’.

Oltre alla ripartenza della attività giovanile dopo il Covid e il Mondiale di Imola organizzato a tempo di record. Domanda: come può un uomo così accettare il contentino federale ed occuparsi, dietro un tavolo, di bilanci? Ed infatti ha detto “ no, grazie, arrivederci “.

“ Io sono uomo di strada, non di scrivania “, le sue prime parole da ex c.t. azzurro. E si sapeva. E poi ha confidato ad uno stretto entourage di amici (quorum Angelo Costa che ne riferisce su QN) che “se fosse arrivato l’oro di Rio, sarebbe stata una autentica storia perfetta “.

Ed invece “ la caduta di Nibali a Rio che ha tolto, soprattutto a lui la possibilità di vincere la medaglia d’oro e la volata di Trentin due anni fa nello Yorkshire (battuto da Pedersen) mi hanno lasciato tanta amarezza “.

Il siluro a metà Olimpiadi? “Dura da digerire”

E il siluro federale giunto a Tokyo nel bel mezzo delle Olimpiadi? “ Non è stato facile da digerire. Dover tornare a casa a metà Giochi è stata davvero dura. Avrei preferito condividere l’oro del quartetto sul posto anziché alla tv. Ma è stata comunque una grande soddisfazione “.

E scendendo in Belgio dalla sua ultima ammiraglia cosa ha pensato? “ Che giornate ed emozioni così mi mancheranno “. E adesso? “ Ringrazio Dagnoni per avermi fatto concludere il mandato e proposto un nuovo incarico. Con lui non si è mai parlato di soldi, ma per ciò che è successo, per come sono fatto io.

Anche se non ho ancora una alternativa certa ho detto no. Ora me ne starò alla finestra, ho delle idee che porto avanti. Spero di essere ancora utile al ciclismo. Cercherò di capire quale altro sogno potrò cercare di realizzare “. E del suo successore Daniele Bennati che dice? “ Che è l’uomo giusto “.