Silvia Cirocchi

Berlusconi, Prodi e la profezia di Gheddafi sul terrorismo

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Berlusconi, Prodi e la profezia di Gheddafi sul terrorismo

ROMA – È di oggi l’anticipazione di alcuni stralci del libro «Il Cigno nero e il Cavaliere bianco» di Roberto Napoletano, ex direttore del Sole24Ore, in cui tra le varie appare la testimonianza di Romano Prodi in cui l’ex premier afferma “Qualcosa non mi torna nella caduta di Berlusconi…”. Confidenze e dubbi di Prodi sui fatti del 2011 Alzo ancora il telefono e chiamo Romano Prodi, l’unico che ha battuto due volte nelle urne il Cavaliere e che ha un passato da presidente della commissione europea in un momento storico per il vecchio continente.

Mi dice: «Sono di ritorno dagli Emirati, sentirmi salutare all’aeroporto dall’ambasciatore arabo con un bel bunga bunga’ non mi ha fatto piacere. C’è qualcosa, però, che non mi quadra in questo indignarsi collettivo, c’è qualcosa che va oltre il colore e il gossip. La mia sensazione è che questa volta i mercati vogliano far pagare a Berlusconi anche la posizione italiana a favore di Putin, di Gheddafi e della stabilità iraniana. Si tratta di una scelta di campo giusta per tutelare l’interesse nazionale e io la condivido, ma ha scatenato le mire francesi sulla Libia, l’interesse tedesco per la partnership con i russi che ci danneggia, l’insofferenza americana per un’alleanza storica che reputano tradita. Purtroppo è un dato di fatto che, alla fine, l’errore della guerra della Libia lo paghiamo noi… ()

Quello che è certo è che sei anni dopo la caduta di Gheddafi la Libia è nel caos. E ora che l’Isis è alle porte, la paura inizia ad estendersi in tutta Europa. Cosa succederà nei prossimi mesi? Cosa dobbiamo aspettarci dall’avanzata dei miliziani dello Stato Islamico? Quanto sul serio dobbiamo prendere le minacce che sono state fatte continuamente al nostro paese negli scorsi giorni? Sono tutte domande difficili, alle quali non è semplice dare una risposta certa. Chi scrive, però, è riuscito a recuperare una vecchia intervista fatta al Colonnello Gheddafi il 5 marzo 2011 dalla rivista francese Le Journal du Dimanche. Ve ne proponiamo qualche stralcio. Più che altro i passaggi più significativi, quelli che sottolineano come la profezia di Mu’ammar Gheddafi, a distanza di tre anni dalla sua caduta, si sia avverata. Sarebbe curioso, oggi, sentire cosa ne pensano coloro che all’epoca puntarono il dito contro il dittatore libico e tutti coloro che non lo osteggiavano apertamente (un nome a caso: Berlusconi).

Intervista a Mu’ammar Gheddafi, Le Journal du Dimanche – 05.03.2011:

«Tutti hanno sentito parlare di Al-Qaeda nel Maghreb islamico. Ora ci sono cellule dormienti in Libia. Quando c’è stata confusione in Tunisia e in Egitto, volevano approfittare della situazione. al-Qaeda ha istruito le sue cellule dormienti. Questo è quello che è successo. I membri di queste cellule si sono svegliati dopo un ordine e hanno attaccato caserme e stazioni della polizia, prendendo le armi. […] I leader di queste cellule provengono da Iraq, Afghanistan e Algeria. Alcuni di questi sono stati rilasciati dalla prigione di Guantanamo. […] Tutto questo è stato presentato all’estero in modo molto diverso da quello che sta effettivamente accadendo. E ‘stato detto che si sparava su manifestanti pacifici. Non ci sono state proteste in Libia! E nessuno ha sparato sui dimostranti! Questo non ha nulla a che vedere con quello che è successo in Tunisia e in Egitto! Qui, le uniche manifestazioni sono quelle che sostengono la Jamahiriya. È per questo che sono davvero sorpreso che non capite che questa è una lotta contro il terrorismo. Facciamo parte tutti della stessa lotta contro il terrorismo. I nostri servizi di intelligence collaborano. Vi abbiamo aiutato molto in questi ultimi anni!

Se ci minacciate, se ci destabilizzerete, ci sarà confusione. […] Questo è ciò che accadrà. Avrete l’immigrazione, migliaia di persone invaderanno l’Europa dalla Libia. E non ci sarà nessuno a fermarli. Bin Laden verrà a stabilirsi nel Nord Africa e lascerà il mullah Omar in Afghanistan e Pakistan. Avrete Bin Laden alle vostre porte. […] Ci sarà un Jihad islamica di fronte a voi, nel Mediterraneo. Essi attaccheranno la sesta flotta degli Stati Uniti, ci saranno atti di pirateria qui alle vostre porte, a 50 km dai vostri confini. Il popolo di Bin Laden verrà a imporre le proprie leggi di terra e di mare. Torneremo ai tempi di Barbarossa, con i pirati, con gli ottomani che imponevano riscatti sulle barche. Sarà veramente una emergenza globale e un disastro

per tutti. Questo disastro si espanderà Pakistan, Afghanistan e arriverà in Nord Africa. Quello che voglio farvi capire è che la situazione è grave per tutto l’Occidente e il Mediterraneo. Come fanno i leader europei a non vederlo? Il rischio che il terrorismo si estenda a livello globale è evidente».

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