Silvia Cirocchi

Di Maio scappa dalla tv: fa risorgere Renzi nel lunedì di Sicilia e Appendino

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Matteo Renzi e Luigi DI Maio

ROMA – “Anzitutto sorridete perché oggi è un giorno di festa per il popolo siciliano che ha mandato un messaggio all’intera nazione. La Sicilia ancora una volta rappresenta quel cambiamento che volevamo. Qualcuno potrebbe chiedermi se ho chiamato il vincitore? Non l’ho chiamato e non lo chiamerò perché altrimenti dovrei chiamare tutti quelli che sono davvero i vincitori di questa competizione elettorale. Questa è una terra che si ritroverà ancora con delle persone con le quali non vogliamo nessun dialogo, mai. Questa vittoria è una vittoria contaminata dagli impresentabili e dai media nazionali che non hanno mai parlato degli impresentabili. Contaminata anche da Nello Musumeci che li ha candidati quegli impresentabili”.

Così parlò Giancarlo Cancelleri, candidato del M5s sconfitto 40 (quasi) a 35 dal candidato di destra Nello Musumeci. Avevano chiesto a Cancellieri se avesse chiamato Musumeci, un rito che persino Hillary Clinton ha rispettato, ma lui ha risposto come sopra.

C’era una canzone di Lucio Dalla che faceva “Bisogna saper perdere”, ma anche in questo i grillini hanno dimostrato di non essere all’altezza. Un candidato sconfitto che non riconosce la vittoria al proprio rivale non merita di essere definito leader.

Quindi comincia così il lunedì nero della premiata ditta pentastellata che, come se non bastasse la sonora batosta elettorale ne riceve un’altra, ma questa volta non dal profondo sud, bensì dalle terre del nord. Il Piemonte nel caso specifico. Si perché tra i venti avvisi di garanzia notificati dalla procura di Torino nell’inchiesta sui fatti di piazza San Carlo, c’è anche il sindaco M5S, Chiara Appendino. “Non ho nulla da aggiungere, – dichiara Appendino – sono a disposizione della magistratura, risponderò alle domande che mi verranno poste. L’obiettivo è che venga fatta chiarezza su quanto accaduto”.

Si potrebbe pensare che questo lunedì fosse già sufficientemente nero, ma i margini per peggiorare non mancano mai.
Lo show passa in mano al candidato premier grillino, Luigi Di Maio, che dopo aver lanciato il guanto di sfida a Matteo Renzi via social per un confronto televisivo a due ci ripensa esibendosi in una fantastica giravolta su sè stesso dichiarando: “Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione”.
Ovviamente inutile dire che Giggino riesce ad essere ridicolizzato anche da Renzi che su Twitter gli risponde in modo sarcastico “Di Maio: hai scelto la data, la tv, il conduttore. E adesso scappi? Un leader non fugge. Ci vediamo domani da Floris a La7, ore 21:30”. Poi in un video su Facebook rincara la dose: “Oggi Di Maio scappa. Mi spiace pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che è senza coraggio. Che ha paura di confrontarsi. Che inventa scuse ridicole”.

Renzi stasera sarà seduto davanti ad una poltrona vuota, in poche parole Di Maio è stato in grado anche di far resuscitare Renzi dopo le elezioni siciliane che lo avevano visto morto e sepolto.

Un lunedì nero quello dei Cinque Stelle, che conferma la crisi imbarazzante in cui il Movimento di Beppe Grillo si trova. Per gli italiani invece una speranza, quella che continuino a scavarsi la fossa da soli.

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