Silvia Cirocchi

Gentiloni pianta le tende a Palazzo Chigi? Berlusconi apre: “È persona gentile…”

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Gentiloni pianta le tende a Palazzo Chigi? Berlusconi apre: “È persona gentile…”

Paolo Gentiloni, primo ministro in prorogatio fino alle elezioni, rivendica i meriti del suo Governo. C’è chi nota che “prende le distanze da Renzi”, suo sponsor pronto a divorarlo, come Kronos con i suoi figli. Berlusconi gli riconosce meriti un po’ da salotto: “Gentiloni continuerà ad essere il presidente del Consiglio in un delicato periodo. E’ persona gentile e moderata: saprà gestirlo con avvedutezza”. Ma c’è chi la vede come la conferma di una apertura per un Governo di stabilità in caso di stallo post elettorale. Nel vocabolario berlusconiano, un ex ministro delle Poste e Capo del Governo non è gentile se tiene la porta alle signore.  È gentile se tratta con gentilezza la sua ragione di vita, Mediaset. E Gentiloni, anche nel Governo Prodi, ha dimostrato di possedere grazia, gentilezza, equilibrio e una sana dose di realismo. Puro Andreotti…

Questa la sintesi di quel che è successo nelle ultime 24 ore ai piani alti del Palazzo. Il pezzo forte è stata la conferenza stampa di fine anno di Paolo Gentiloni. Non ha riservato, come era prevedibile, particolari colpi di cena, se non una rivendicazioni da parte del premier uscente dell’operato del suo governo. Ma il tono piano, concreto, è una rinfrescante novità, dopo gli istrionismi di Berlusconi e Renzi, i lampi malauguranti di Monti, la piattitudine di Letta.

“Quest’anno oltre ad essere conferenza stampa di fine anno ha anche un significato particolare ed è stato raggiunto l’obiettivo del mio governo di arrivare alla conclusione ordinata della legislatura. A qualcuno può sembrare una mania, una formula, ma c’è di mezzo la Costituzione innanzitutto e c’è di mezzo l’importanza – spiega Gentiloni – di evitare interruzioni brusche della legislatura in un momento molto delicato in cui l’economia italiana e in generale la nostra società stava leccandosi le ferite e riprendere fiato e in alcune aree si stava rimettendo a correre. Pensate quanto sarebbe stato grave e devastante avere un’interruzione drammatica della legislatura. Non abbiamo tirato a campare, il mio governo ha fatto pochi annunci ma ha preso molte decisioni. Il mio governo è nato in circostanze molto difficili: la sconfitta nel referendum costituzionale, le dimissioni di Renzi, le divisioni nella maggioranza. Ma detto questo, non abbiamo tirato a campare”.

Poi Gentiloni continua facendo un bilancio sulla legislatura: “Travagliata, ma è stata a mio avviso una legislatura fruttuosa. La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi dal dopoguerra. Il merito principale è delle famiglie e delle imprese, del lavoro, di chi studia e di chi si prende cura delle persone, la politica deve avere un certo ritegno nel pensare che il merito sia suo. Nell’agenda della prossima legislatura non possono mancare ambizione e riforme, guai ad immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. La prossima legislatura dovrà tradurre la ripresa nella ricucitura delle lacerazioni sociali, dando più lavoro e riduzione delle disuguaglianze”.

Ovviamente il presidente del consiglio non ha potuto esimersi dal trattare il delicato tema migranti-ius soli:  “È stato il 2017 anche l’anno di svolta nella nostra azione sui temi migratori e di contrasto al traffico di esseri umani. Siamo un Paese orgoglioso della sua capacità di accoglienza e siamo orgogliosi di aver dimostrato che è possibile infliggere colpi durissimi ai trafficanti di esseri umani. Questa nostra capacità è apprezzata in Europa, sebbene con un atteggiamento da spettatori. Sarà un processo epocale quello dalle migrazioni incontrollate gestite da criminali a quelle regolari e sicuri. Chi parla di fermare immediatamente le migrazioni non conosce l’Africa. Il capitolo dei diritti purtroppo è incompiuto ma è un capitolo storico, l’anno scorso le unioni civili, quest’anno il reato di tortura, le norme contro il femminicidio e il biotestamento. Per 16 anni ho sentito parlare di unioni civili e biotestamento. Sono contento di essere nei governi durante i quali queste leggi sono state approvate. Pur avendo la volontà di approvare lo ius soli, non siamo riusciti a mettere insieme i numeri per approvare questa legge. Naturalmente non esserci riusciti è un difetto del governo, ma non ci siamo riusciti. Penso a chi ci ha lavorato, come il senatore Manconi, e vi assicuro che non vi erano incertezze da parte del governo sulle decisioni da prendere. Purtroppo c’era la certezza che mancavano i numeri che non ci sarebbero stati anche se in aula ci fossero stati i senatori del Pd e di Liberi e Uguali. Il modo migliore per archiviare la legge sullo ius soli per anni sarebbe stato quella di farla bocciare: perfetto, lineare, pratica archiviata”.

Infine la famosa ripresa, che in pochi vedono ma che Gentiloni considera un vanto del suo Governo.
“Il famoso fanalino di coda dell’Europa non siamo più noi. Se lo cercate, – dice Gentiloni -cercatelo altrove. Restiamo indietro rispetto alla media dell’Eurozona, ma siamo migliorati: ci siamo messi in moto. Durante la legislatura abbiamo creato un milione di posti di lavoro in più, la maggior parte dei quali a tempo indeterminato. La crescita ha preso un buon ritmo, oggi è al doppio delle previsioni di un anno fa. Il famoso fanalino di coda dell’Europa non siamo più noi, siamo indietro rispetto alla media dell’Eurozona non c’è dubbio, ma la distanza si è più che dimezzata negli ultimi 4-5 anni. Sul piano economico con la nuova legge di Bilancio abbiamo dato seguito a una strategia degli ultimi cinque anni, una strada lunga ma di successo, perché non era facile accompagnare la crescita rispettando le regole e non aumentando le tasse”.

Pronto a lasciare? Si certo, ma nessun periodo sabatico di attesa fino all’insediamento del prossimo premier e del suo governo: “Ora l’Italia non si mette in pausa, ma si affida all’operato del Presidente della Repubblica che deciderà le prossime tappe e i tempi. Io vi assicuro che il governo non tirerà i remi in barca ma, nei limiti fissati dalla Costituzione, il governo governerà”.

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