Marco Travaglio e l’acido di Lucia Annibali. Ma di William Pezzullo chi si ricorda?

di Silvia Cirocchi
Pubblicato il 31 dicembre 2017 6:22 | Ultimo aggiornamento: 31 dicembre 2017 9:19
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Marco Travaglio, polemica con Lucia Annibali. Ma di William Pezzullo chi si ricorda?

Marco Travaglio pubblica un fondo su Il Fatto Quotidiano che inizia con queste parole: “La legislatura che sta per essere sciolta (si spera nell’acido) è stata una delle peggiori della storia repubblicana. Ma almeno un merito l’ha avuto: offrirci la galleria completa di tutti gli orrori che non vorremmo mai più vedere”.
Poi un elenco di dieci punti per smontare pezzo pezzo questa disastrosa legislatura.

Sull’articolo di Travaglio si infiamma la polemica. Si entra nel merito dell’articolo? Assolutamente no. La polemica scaturisce su una espressione (sciolta nell’acido) che ha fatto risentire Lucia Annibali, la coraggiosa donna sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato che del suo volto sfigurato ha fatto un vessillo contro la violenza sulle donne. E l’Annibali risponde su Twitter a Travaglio: “Chi, come me, ha conosciuto gli effetti dell’acido, per sua sfortuna, si augura invece che questo non debba mai accadere a nessuno, nemmeno per scherzo”.
E direi che con questa risposta si è davvero toccato il fondo. Lungi da me il voler difendere il tipo di giornalismo, che raramente condivido, di Travaglio, ma la risposta di Lucia Annibali è l’esempio perfetto della deriva buonista del nostro Paese.

Nessuno vuole sminuire la figura di questa donna ne tantomeno la sua battaglia e la sua sofferenza, ma questa uscita è davvero sbagliata. Quindi secondo la Annibali i giornalisti che hanno scritto che questo governo è definitivamente affondato devono aspettarsi l’indignazione dei parenti delle vittime della Concordia? No perchè il ragionamento è lo stesso.

Oppure i parenti delle vittime della mafia sciolte nell’acido, probabilmente stanno per ribellarsi anche loro. Non si potrà più usare la parola acido in un contesto pseudoironico? Ineccepibile la risposta di Travaglio a questa futile polemica, che appare più come bisogno di pubblicità a tutti i costi che altro. “Mi spiace che Lucia Annibali si sia offesa – scrive su Facebook Travaglio -per il mio augurio semiserio che questa orribile legislatura venga sciolta nell’acido. Non sapevo che anche la parola “acido” fosse stata proibita dall’Inquisizione del Politicamente Corretto. In attesa che l’Alto Tribunale comunichi quali vocaboli si possono ancora usare e quali è meglio di no (“acidità di stomaco”, per dire, sarà offensiva?), il mio unico commento è che non ci sono più parole. Ma nel vero senso della parola.”

Se proprio Lucia Annibali vuole dare una nuova visibilità alla sua giustissima battaglia, lo faccia portando alla luce il caso dimenticato di chi, un anno prima di lei, è stato sfregiato con l’acido. William Pezzullo, stesso movente: la gelosia, la mancata rassegnazione per un amore finito. Uguale dinamica: un esecutore che agisce per conto del mandante. Stesso triste epilogo, volto sfregiato a vita.

Per lui nessun riconoscimento da parte del Capo dello Stato, per lui nessuna visibilità, nessun aiuto. Ecco, forse anzichè preoccuparsi di come si utilizza la parola acido si preoccupi di come aiutare chi, come lei, ha vissuto una simile tragedia. Perchè del politicamente corretto ormai siamo stanchi tutti.