Silvia Cirocchi

Matteo Salvini lancia la nuova Lega: “Arriveremo al 20%”

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Matteo Salvini con il nuovo simbolo della Lega (Foto Ansa)

Era stato annunciato e le aspettative non sono state inattese. Matteo Salvini ha convocato ieri una conferenza stampa in via Bellerio per presentare il nuovo simbolo, quello che sarà utilizzato per le prossime elezioni politiche. Scompare del tutto il verde della Padania, la scritta “Nord” e pure il sole delle Alpi. La nuova Lega cerca di sfondare il muro delle resistenze del centro Sud. “Con oggi – ha detto in conferenza stampa Salvini– inizia un percorso che porterà la Lega oltre il 20%, la prima forza del centrodestra che vincerà le elezioni e con un capo del governo che per serietà abbiamo messo nel simbolo. È una Lega che cresce e unisce, una proposta non più per una parte del paese ma per tutti gli italiani. L’obiettivo è un centrodestra che supererà il 40%, che abbia alla guida la forza più concreta: la Lega”.

Il leader del carroccio parla poi del “programma di governo della Lega, che chiederemo di condividere e sottoscrivere, in cui ci sono alcuni temi non negoziabili: la cancellazione della legge Fornero, la protezione dei confini ed essere protagonisti in Europa per difendere le famiglie e le imprese italiane. Su tutto il resto siamo disponibili a migliorie”.

Unico voto contrario quello di Gianni Fava, rappresentante della minoranza nel Consiglio Federale. Assenti alla riunione Umberto Bossi e Roberto Maroni.

Lo stesso Fava spiega che “E’ una scelta votata dal Federale, io l’unico contrario: le scelte del Consiglio Federale vanno rispettate”.

Chi si aspettava il tricolore nel nuovo simbolo è rimasto deluso, ma, a parte la grafica abbastanza banale e poco accattivante, alla Lega difficilmente si poteva chiedere di più. Il nuovo simbolo serve, nel pensiero della dirigenza leghista, a far crescere il partito. Il tricolore probabilmente gli avrebbe fatto sì guadagnare voti, ma probabilmente perdere quelli dei duri e puri padani che sono poi così entusiasti della virata nazionalista del carroccio.

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