Movimento 5 stelle, è l’ora della faida, ribelli al contrattacco

di Silvia Cirocchi
Pubblicato il 4 gennaio 2018 12:22 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2018 12:22
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Movimento 5 stelle, è l’ora della faida, ribelli al contrattacco

ROMA – È caos in casa Movimento 5 Stelle, le parlamentarie sono andate in tilt, ma quello che preoccupa di più è l’ombra di una nuova faida interna.

Il termine per presentare le auto candidature alle parlamentarie è slittato di cinque ore a causa dei troppi accessi sul sito che hanno bloccato il sistema. Ma quello che davvero preoccupa i vertici grillini è che la campagna elettorale potrebbe essere segnata da una guerra sul nome e sul simbolo del Movimento. Sono circa settanta i “ribelli” che stanno pensano di rivendicare il diritto dell’associazione costituita dai grillini nel 2009 a utilizzare il logo e la denominazione M5s. A danno della nuova associazione, la terza, creata il mese scorso. Tra loro anche l’ex candidata sindaca di Genova, Marika Cassimatis.

Gli iscritti al Movimento sono in piena protesta a causa del caos provocato dalle parlamentarie che ha impedito loro di accedere al sistema. «Not found», diceva la pagina web che nei sogni di molti avrebbe potuto aprire le porte di Montecitorio o Palazzo Madama. Sul blog di Grillo invece si gridava al successo spiegando che i rallentamenti sarebbero stati causati dall’elevata partecipazione. Resta il fatto comunque che numerosi attivisti non sono comunque riusciti a concludere la procedura.

Ma come abbiamo accennato all’inizio i problemi relativi ai disguidi della piattaforma web non sono il problema principale, visto che un gruppo di dissidenti non ha digerito la recente decisione di creare una nuova associazione Movimento 5 Stelle (con questa modifica dello statuto e del codice etico secondo loro è stato di fatto consegnato un grande potere nelle mani del candidato premier), nella quale gli iscritti dovranno transitare. L’avvocato Lorenzo Borrè, a cui si sono rivolti i dissidenti spiega: «Non ci sono motivazioni per le quali l’associazione nata nel 2009 debba estinguersi. A nostro modo di vedere, il nuovo Movimento ha usurpato il nome del primo. Grillo e gli altri hanno creato un’associazione concorrente, mettendosi fuori da quella originaria. Potremmo chiedere la nomina di un curatore speciale dell’associazione M5s del 2009, – spiega Borrè – che inibisca l’utilizzo del nome e del simbolo a quella nuova. Se tutto ciò accadesse, ci sarebbero ripercussioni sulle future liste dei grillini, che non potrebbero essere presentate con la denominazione e con il logo abituali», conclude l’avvocato.

La campagna elettorale deve ancora entrare nel vivo, ma per i grillini i primi problemi arrivano proprio dal loro interno.