Parlamentarie M5s, dove sono i voti? Le pulizie di Pasqua di Di Maio & co

di Silvia Cirocchi
Pubblicato il 26 gennaio 2018 14:36 | Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018 14:36
Dove sono finiti i voti delle parlamentarie M5s? Sembrano epurazioni

Parlamentarie M5s, dove sono i voti? Le pulizie di Pasqua di Di Maio & co (foto di repertorio Ansa)

ROMA – C’è una frase riferita alle parlamentarie grilline che viene ripetuta e recitata tipo poesia da tutti gli affini al Movimento 5 Stelle, dai semplici simpatizzanti ai massimi dirigenti: È stato «un grande esercizio di democrazia mentre gli altri partiti decidono tutto nelle segrete stanze». L’ultimo a pronunciare queste parole ieri è stato proprio il candidato premier dei pentastellati, Luigi Di Maio, ma ad otto giorni di distanza dalla conclusione della due giorni di voto sulla piattaforma Rousseau, il risultato delle elezioni interne al Movimento è ancora un mistero.

Tanto che stanno arrivando prima i nomi degli «esterni» che l’M5S candiderà alle comunali. Dopo il voltagabbana Gianluigi Paragone, si aggiunge all’elenco un altro giornalista, Primo Di Nicola, che a novembre aveva lasciato il gruppo Espresso. Dal cinema arriva Nicola Acunzo, attore visto in un film di Monicelli e un paio di Michele Placido. Ma i problemi arrivano con il proporzionale, dove vacillano anche i punti fermi.

Un primo elenco di chi ha superato i filtri preventivi e il voto online è stato pubblicato sul Blog delle Stelle, l’elenco quindi di chi si sarebbe guadagnato la candidatura in Parlamento. Ma anche quell’elenco sarebbe provvisorio, stando ad avvisi che circolano nelle chat a cinque stelle: nessuno può ritenersi già candidato, tutti sono precari. È proprio Luigi Di Maio a ripetere che «questa settimana conoscerete i risultati. Stiamo riorganizzando i dati in modo da darli in maniera organica».

Sono passati otto giorni e ancora nulla, eppure essendo le consultazioni on line, il numero dei voti ricevuti da ciascun candidato dovrebbe essere noto in modo istantaneo. Di fatto non si sa nemmeno il totale dei votanti. L’impressione che viene data è che questi giorni siano utilizzati per le epurazioni scomode che, lamentano gli attivisti delusi, sono finalizzate a fare spazio a «predestinati» che, nonostante la preventiva selezione delle candidature che ha tolto di mezzo gli avversari di molti dei parlamentari uscenti, sono stati puniti dal voto.

Uno su tutti è il foggiano Luigi La Riccia, già candidato alle regionali dell’M5S, che ha diffuso un video in cui muove accuse pesanti: «le epurazioni di attivisti visibili erano una manovra per blindare i parlamentari uscenti. Qual è la differenza tra loro e il Pd? In cosa siete diversi se vi siete candidati accanto a figurine senza peso?». Un altro caso è quello che riguarda Riccardo Nuti, deputato siciliano sospeso per la questione delle firme: «Risultati decisi a tavolino in una riunione segreta? Avevano detto che era una fake news, e invece i risultati del voto lo confermano». Altri problemi sul fronte campano in cui si vocifera di un candidato che abbia militato tra le fila dell’UDC e che quindi sia in procinto di essere epurato. Più che parlamentarie sembrano le pulizie di Pasqua all’interno del Movimento.