Silvia Cirocchi

Referendum. Giorgia Meloni sovranista fa infuriare Salvini e anche Maroni

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Referendum. Giorgia Meloni sovranista fa infuriare Salvini e anche Maroni

Giorgia Meloni fa infuriare Salvini e anche Maroni. “Se io fossi fra i chiamati a referendum in Lombardia e Veneto io non ci non andrei. È un referendum solo propagandistico. Io non sono favorevole alle spinte autonomiste. Per me oggi lo Stato nazionale è l’unica realtà in grado di competere contro la globalizzazione sfrenata e gli interessi delle grandi multinazionali”.

Sono queste le dichiarazioni Giorgia Meloni che hanno fatto andare su tutte le furie Roberto Maroni che tuona: “C’è un problema, perché sono dichiarazioni negative, sbagliate e molto pesanti. E siccome il referendum è una cosa importante sia sul piano politico sia sul piano istituzionale mi riservo di valutare queste dichiarazioni sul piano della lealtà dell’alleanza di governo. Non posso far finta di niente”.

A dar man forte intervengono i sovranisti che da questo battibecco Meloni-Lega escono più forti agli occhi di Matteo Salvini. “Non si può non dare ragione al governatore della Lombardia Maroni quando accusa Giorgia Meloni di essere sleale sul referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto. Gli esponenti di FdI della Lombardia si dichiarano favorevoli quando sono nella loro regione, ma il loro leader Meloni spera di guadagnare spazio politico differenziando strumentalmente la propria posizione. Il referendum sull’autonomia è stato istituito col voto di tutti i partiti del centro destra e non c’è niente di piu sbagliato che presentarlo come una scelta contro l’unita nazionale. È vero esattamente il contrario: negare i giusti diritti dei territori è il modo migliore per alimentare risentimenti e incomprensioni che minano l’unità nazionale. Noi del Movimento Nazionale per la Sovranità abbiamo invece costituito comitati per il SÌ al Referendum in Lombardia e Veneto e ci batteremo per la vittoria del Sì con un’alta affluenza di votanti. La cultura della destra è identitaria, comunitaria e meritocratica e quindi rifiuta un nazionalismo centralista e giacobino, perchè la comunità nazionale si fonda sul riconoscimento dell’identità e dei diritti delle comunità locali. Destra e Lega devono superare le loro antiche incomprensioni per costruire insieme quel polo sovranista che deve difendere l’Italia a Bruxelles e nella Globalizzazione.”

E Salvini? In transatlantico si parla di una riunione leghista in cui non sono mancate le critiche alla Meloni, ma l’ira pare aver lasciato spazio all’indifferenza: “A dichiarazioni così è meglio proprio nemmeno rispondere”.

Salvini e Maroni questa volta sulla stessa linea. Giorgia Meloni sempre più lontana dalla Lega.

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