Silvia Cirocchi

Salvini lancia la piattaforma sovranista. Rottura con Berlusconi, spezzatino a destra?

Salvini lancia la piattaforma sovranista. Rottura con Berlusconi, spezzatino a destra?

Salvini lancia la piattaforma sovranista. Rottura con Berlusconi, spezzatino a destra?

Salvini ritorna al sovranismo e conta di raccogliere un voto su 5. Alla conquista delle praterie della destra e poi dell’Italia, Matteo Salvini, segretario della Lega, sta per bruciare i ponti alle sue spalle e le navi sulla spiaggia. Novello Cortes, Salvini si apppresta a lanciare un suo contenitore politico, che raccolga tutte le forze di destra sovraniste, antieuropeiste (anti Merkel per dirla tutta) e pronte ad avere come cavallo di battaglia la lotta all’immigrazione incontrollata. Dicono che può raccogliere il 20 per cento dei voti. In Francia ha fermato fuori della porta Marine Le Pen, ma in Italia, chissà…

Una scelta questa che va in netta opposizione alla virata sul PPE di Silvio Berlusconi.

Che sia la rottura definitiva? La risposta arriverà prima di quanto si possa immaginare. Vediamo le premesse.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad uno scontro a distanza fra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Da una parte il leader di Forza Italia dal palco di Fiuggi, alla tre giorni organizzata da Tajani sul PPE, ha messo in chiaro che la figura che guiderà il centro destra alle prossime elezioni deve essere scelta nel bacino di Forza Italia perché così è stato da sempre e da sempre gli azzurri sono il primo partito dello schieramento, dall’altra Salvini, prima da Pontida poi davanti alle telecamere di Porta è Porta è stato chiarissimo: è pronto a fare il premier, tanto da aver già in tasca la lista dei nomi che faranno parte della squadra di governo.

Possibilità di convergenza? Forse. Gli italiani non amano le divisioni interne ed è chiaro che dare una idea di centro destra unito all’elettorato non farebbe che giovare allo schieramento che si contrapporrà a PD e al Movimento Cinque Stelle. Ma bisogna fare i conti col presenzialismo. Quello di Salvini prima di tutto, che da buon “Matteo” vuole seguire il modello del suo omonimo del PD e lanciarsi nella rottamazione, di Berlusconi in questo caso. Dal canto suo il leader di Forza Italia non ha nessuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo anzi, è convinto di poter essere l’unica salvezza per il centro destra e per l’Italia.

La Meloni si affaccia timidamente in questa gara facendo un po’ la figura di chi vuol far notare la sua presenza, sapendo di non essere mai nemmeno entrata in gara, ma d’altra parte almeno una parvenza di partecipazione ai suoi doveva darla.

 

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