Salvini più umano di Renzi? Un seggio a Varese per Bossi, epurazione per i dissidenti Pd

di Silvia CIrocchi
Pubblicato il 30 gennaio 2018 7:53 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018 3:07
Il seggio dato a Bossi fa apparire Salvini più umano di Renzi

Salvini più umano di Renzi? Un seggio a Varese per Bossi, epurazione per i dissidenti Pd

ROMA – Salvini più umano di Renzi? Ci vuole poco, direbbe D’Alema. Ma a decidere il confronto a favore di Matteo Salvini è la scelta fatta nei confronti del fondatore e un tempo padre padrone della Lega, Umberto Bossi. Mentre l’altro Matteo, Renzi, ha fatto una strage di rompiscatole e dissidenti, Salvini ha candidato Bossi in pole position, a Varese.

Ormai i giochi sono chiusi, le liste depositate. Berlusconi non ha rinnovato i nomi come aveva annunciato, la vecchia guardia rimane al suo posto. Solo qualche piccola novità come il nome dell’avvocato anti Lario, Cristina Rossello. Tutte confermate le donne di prima fascia: Mara Carfagna a Salerno, Nunzia De Girolamo a Benevento, Maria Stella Gelmini in Lombardia, Gabriella Giammarco a Palermo, Stefania Prestigiacomo a Siracusa.

Berlusconi lascia spazio anche al calcio candidando l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani in Lombardia e Claudio Lotito, Presidente della Lazio in Campania nella seconda posizione del proporzionale di Caserta dietro alla moglie di Mastella. Piccolo sgarbo, se così si può definire, del cavaliere a Matteo Salvini visto che in Lombardia ha deciso di candidare la portavoce di Roberto Maroni. La scelta sembra essere un piccolo contentino al Presidente uscente della regione Lombardia che non può certo vantare grandi rapporti con Salvini.

Discorso diverso per quanto riguarda Matteo Renzi che  epura tutti tranne i fedelissimi. Invece accade quello che non ti aspetti sul fronte leghista, dove Matteo Salvini che non ti aspetti decide di salvare il senatur Umberto Bossi candidandolo a Varese. Lo stesso leader della Lega questa mattina in un’intervista a Rtl 102.5 ha affrontato tutti i temi caldi della campagna elettorale: “Il problema dell’Italia –dichiara Salvini- oggi non è il fascismo o il comunismo ma l’arroganza e l’estremismo islamico”.

Ha rivendicato poi, tra le altre cose, che sulla legge Fornero è passata la linea della Lega: “Abbiamo fatto un programma scritto e firmato da tutti. Sulla legge Fornero è passata la linea della Lega: nel programma c’è scritto azzeramento. E’ ingiusto, immorale e antieconomico chiedere ai lavoratori di lavorare fino a 67 anni. Toglie il posto di lavoro a un giovane. La mia idea è quota 100, e in ogni caso 41 anni di versamenti, sono più che sufficienti per andare in pensione. L’Italia è bloccata perché il mondo del lavoro è bloccato. Berlusconi può scherzare su tante cose ma non su questo”.

C’è chi pensa che il giro sia più complesso: l’Italia è bloccata dalle troppe tasse sui redditi medio alti e da questo dipende il loop del lavoro. Ma la demagogia ha i suoi obblighi e parlare di legge Fornero porta voti, parlare di tasse dei “ricchi” non fa presa nella base lumbard.

Il leader del Carroccio è sicuro della vittoria e lancia già alcuni nomi della sua squadra di governo: “Tre persone che lavorano al programma economico dell’Italia, Alberto Bagnai, Claudio Borghi e Armando Siri, nella mia testa avranno un ruolo di governo. Ho in testa alcuni nomi per i ministeri dell’Economia, della Giustizia e dell’Istruzione, ma non voglio bruciarli”. Un impegno, ha concluso, sarà istituire ministeri per il mare e la montagna”.

Ma quello che deve essere chiaro, secondo il leader leaghista, è che il suo partito non avallerà mai un governo tecnico: “Il mio avversario è Renzi, il Pd, che ha svenduto le aziende italiane e i cittadini italiani. Poi c’è la Boldrini, che vede fascisti ovunque, mentre gli sbarchi continuano. Questo Paese non lo cambio né con Renzi né con la Boldrini né con Di Maio. O siamo autosufficienti oppure auguri. La Lega non darà mai il proprio sostegno a governo tecnici, del presidente eccetera”.

Conclude su Berlusconi e sul patto con Juncker che alcune testate hanno lanciato come indiscrezione possibile, “Mi fido di Berlusconi, mi fido dei patti chiari e dei programmi firmati. Se avessimo discusso davanti a un caffé, a voce… ma abbiamo firmato un programma. I retroscena su un patto tra Berlusconi e Juncker mi sembrano una cazzata, o una fake news. Il premier lo decidono gli italiani il 4 marzo”.

 

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