Silvio e le 120 serate di Arcore

di Stefano Corradino
Pubblicato il 27 Gennaio 2011 17:40 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 9:12

Nicole Minetti

“E’ un pezzo di merda. Gli fa comodo mettere te e me in Parlamento perché dice ‘bene me le sono levate dai coglioni, lo stipendio lo paga lo Stato’… Non me ne fotte un cazzo se lui è il presidente del Consiglio. È un vecchio e basta. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido”. Sono alcuni dei passaggi, probabilmente i più misurati, contenuti nelle nuove intercettazioni che hanno come protagonista la consigliera lombarda del Pdl.

A qualcuno era sembrano strano, irrituale che il presidente del Consiglio avesse deciso di chiamare anche Gad Lerner e, come un pazzo con la bava alla bocca, improvvisare il solito show, l’ennesima piazzata. “Una persona intelligente, preparata, seria. Laureata con il massimo dei voti e di madrelingua inglese”. Così Berlusconi, intervenendo al telefono a “l’Infedele” aveva definito la consigliera eletta nelle fila del Pdl. “Questa – ribadiva il premier facendo infuriare il conduttore – è la Minetti, a differenza delle cosiddette signore che sono lì in trasmissione”. Immaginiamo che adesso anche la sua prediletta sarà da lui inserita nella lista delle “cosiddette”…

Intanto si capisce la ragione di complimenti tanto sperticati: il premier non risponde alle sue telefonate e, informato dai suoi circa la rabbia e lo scoraggiamento della sua igienista dentale approfitta della trasmissione per lodarla pubblicamente, sperando che le ampollose lusinghe possano calmarne i bollenti spiriti. Ma così non è. E purtroppo per lui i magistrati, nonostante le nuove intimidatorie proposte di legge, possono ancora continuare ad usare il tanto vituperato strumento delle intercettazioni. E questa volta la voce registrata non è quella di una signora bugiarda che è stata pagata per dire il falso, come ha affermato lo stesso premier all’indomani dell’intervista su Anno Zero a Nadia Macrì, ma è quella della “intelligente, preparata, seria Minetti”.

Sarà interessante ora conoscere la reazione del Cavaliere. Anche la Minetti sarà stata pagata per dire il falso al telefono sapendo di essere intercettata? Pagata da chi? Da una cordata di giornalisti comunisti come Santoro, Floris o Lerner?

Le rivelazioni sembrano non finire qui. Al vaglio ci sarebbero nuove scottanti intercettazioni. E mentre le leggiamo, testimoni del degrado di un Paese irriso nel mondo per le gesta di un vecchio laido che paga giovani donne illudendosi di essere amato, ci viene alla mente “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, l’ultima opera di Pier Paolo Pasolini, in cui l’autore definisce la natura del “Potere” nel suo controllo completo sui corpi delle persone. Il sesso praticato nelle stanze dei bottoni come metafora della “mercificazione dei corpi – per dirla con Marx – da parte del potere”. Un potere fatto di viltà e sconfinata certezza dell’impunità.