Sogno o sono greco: Tsipras ha perso, e con lui il suo popolo

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 24 febbraio 2015 17:54 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2015 17:55
Sogno o sono greco: Tsipras ha perso, e con lui il suo popolo

Sogno o sono greco: Tsipras ha perso, e con lui il suo popolo

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato su Uomini & Business un articolo dal titolo “Sogno o sono greco“? Turani dice senza mezzi termini che finora Alexis Tsipras ha perso da quando è stato eletto in Grecia: ha perso perché ha dovuto cedere all’Europa sui punti fondamentali del suo programma. Secondo Turani ora Tsipras deve preoccuparsi di mantenere le redini del governo, che ha perso credibilità (anche politica) per aver dovuto contrattare troppo con l’Europa. Secondo Turani, come che vada, chi ha perso in questa situazione è stato “il popolo greco”. Ecco l’articolo integrale:

Si discuterà a lungo se nel match Tsipras paesi europei abbia vinto l’uno o l’altro. Per ora si sa chi sente di aver perso: il popolo greco. Syriza aveva fatto promesse meravigliose in campagna elettorale: via per sempre la troika, basta privatizzazione, riassunzione dei dipendenti pubblici licenziati, raddoppio delle pensioni, e altro ancora.

Ebbene, nessuna di queste cose verrà fatta. E infatti sono già cominciate le proteste. Anche Tsipras, nonostante il forte successo elettorale, ha dovuto alla fine piegarsi di fronte al fatto che due più due continua a fare quattro, sotto qualunque cielo e con qualsiasi maggioranza politica. E ha dovuto piegarsi al fatto che i soldi possono arrivare solo da Bruxelles e che Bruxelles vuole sapere che uso ne fanno in Grecia. E se si decidono a mettere un po’ di ordine in quell’immenso caos che è il paese ellenico.

La Troika è davvero uscita di scena, ma solo per essere sostituita dalla stessa cosa con un altro nome (“le istituzioni”) e , se Tsipras vuole i soldi per pagare stipendi pubblici e pensioni a fine mese, deve presentare alle “istituzioni” programmi convincenti, proseguire nelle privatizzazioni, non riassumere i dipendenti pubblici licenziati, dimenticarsi il raddoppio delle pensioni, far pagare finalmente un po’ di tasse. Il che significa andare ancora avanti lungo la strada dell’austerità. Soprattutto, non avrà i soldi per tutte quelle operazioni “sociali” che aveva promesso in campagna elettorale.

Alla luce di tutto ciò è inutile chiedersi se Tsipras abbia vinto o no: ha perso.

Il problema più serio, a questo punto, è un altro. E cioè se Tsipras riuscirà a tenere il controllo di Syriza e quindi del governo. Le stesse masse che ancora due giorni fa manifestavano in piazza contro la signora Merkel, potrebbero manifestare domani contro Tsipras, colpevole di non aver tenuto duro a Bruxelles. E così sbaglierebbero due volte.

Qualunque persona di buon senso sapeva che il leader di Syriza non aveva alcuna possibilità di mantenere le sue promesse. E che a Bruxelles avrebbe dovuto piegare la testa.

Sarà un caso, o forse un eccesso di attenzione, ma politologi attenti alle cose greche si stanno domandando se nel paese esista la possibilità di fare un governo di unità nazionale, che la smetta di raccontare favole e che dica ai greci la verità. Che è molto amara.