Sovranisti-populisti gialloverdi, furfanti ladri di futuro: Giuseppe Turani sulla manovra

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 17 ottobre 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2018 20:44

 

Sovranisti-populisti gialloverdi, furfanti ladri di futuro: Giuseppe Turani sulla manovra

Sovranisti-populisti gialloverdi, furfanti ladri di futuro: Giuseppe Turani sulla manovra (Foto Ansa)

“Il derby italiano fra sovranisti-populisti è stato vinto da Di Maio. Ma è un disastro che non servirà a niente”: lo scrive Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato su Uomini&Business che qui riprendiamo.

In termini sportivo-calcistici si potrebbe dire che il derby italiano fra sovranisti-populisti sia stato vinto da Di Maio, che ha ottenuto un po’ di più. In termini reali, si tratta di un disastro che non servirà a niente. E non serve nemmeno una complicata analisi per dimostrarlo. E, giustamente, Juncker ha detto che se la Commissione dovesse approvare questa roba, l’eurozona si rivolterebbe.

Il costo reale del Def sembra che sia intorno ai 40 miliardi, di cui 27 a debito. Per il resto, è inutile fare lunghi elenchi. In gran parte si tratta di spesa assistenziale: reddito e pensioni di cittadinanza, anticipo pensionamenti, condono fiscale, flat tax per pochi.

Nulla di nuovo, quindi, rispetto a quanto è avvenuto in passato: si fanno debiti non per “costruire” qualcosa (piani di sviluppo regionali e industriali), ma per distribuire soldi sotto forma di assistenza.

Nulla di nuovo rispetto ai governi del passato, che infatti hanno accumulato 2300 miliardi di debiti. Di questa manovra, cioè, resteranno i debiti e un po’ più di gente felice sui divani di casa.

In sostanza, questi sovranisti-populisti gialloverdi si stanno qualificando come gradassi bugiardi e ladri di futuro. Adesso di Maio minaccia Juncker, immaginando che i verdi vittoriosi in Baviera siano della sua razza e ignorando invece che si tratta di europeisti senza macchia. Minaccia di togliere i fondi alle regioni, se a loro volta non tagliano i vitalizi ai propri deputati. Finirà di fronte alla Corte costituzionale, che riderà delle sue cretinate.

E non si è nemmeno accorto che il reddito di cittadinanza si è trasformato (per mancanza di soldi) in una macchina così complessa che forse non riuscirà nemmeno a funzionare. Intanto, il suo socio Salvini continua nella sua opera di trasformazione della società italiana in un orrendo impasto razzista.

Se dessimo l’ok a questa roba – nota ancora Juncker – gli altri paesi ci coprirebbero di ingiurie. Potrebbero già farlo ora. E con ragione.