Spread, attacco a fine agosto? Di Maio li fermerà…sul bagnasciuga

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 agosto 2018 11:27 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2018 11:27
Spread, attacco a fine agosto 2018? Di Maio li fermerà...sul bagnasciuga

Spread, attacco a fine agosto? Di Maio li fermerà…sul bagnasciuga (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business, con il titolo “Il governo degli impotenti” [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]:

Avviso per i naviganti, cioè per il governo (che non ascolterà). Oggi tutti parlano di un possibile attacco verso fine agosto o inizio settembre alla nostra situazione finanziaria, con lo spread che vola. Secondo uno studio di Bankamerica questo spread, che oggi viaggia sopra quota 250, o rientra sotto 175 o volerà sopra 400.

E qui ci sono diverse reazioni.

1- Salvini, sempre più nella sua parte di emulo di Mussolini, dice che resisteremo. Me lo vedo che rompe il suo salvadanaio e quello delle zie per opporsi ai mercati e comprare Bot a tutto spiano. Il primo avviso è appunto per le zie: sotterrate i salvadanai in giardino e partite subito per le vacanze, non rispondete al telefono se chiama Matteo.

2- Poi c’è il teorico della flat tax (Siri), il quale dice che a settembre lancerà i Cir, i certificarti di risparmio per gli italiani, così vantaggiosi che i nostri concittadini ricompreranno tutto il debito oggi in mani straniere (700 e passa miliardi), e così tutto sarà a posto. Aria fritta: gli italiani vorranno essere remunerati come gli altri, e quindi lo spread salirà lo sesso.

3- Poi c’è Borghi Aquilini. Settimane fa aveva detto che la Bce avrebbe dovuto cancellare (con la gomma) 250 miliardi di debiti dell’Italia che lei possiede. Draghi, cioè, doveva accendere un fuoco e bruciare questi Bot. Peccato che la Bce non abbia nemmeno un Bot: stanno tutti nelle banche italiane e in  Bankitalia. Comunque, non esiste che un creditore bruci 250 miliardi di titoli di credito. Adesso Borghi se ne esce con un’altra pensata: la Bce dovrebbe, con una pubblica dichiarazione, informare i mercati che non tollererà uno spread italiano superiore a 150, altrimenti si sbaracca tutto (che cosa? La Bce?).

4- Infine c’è il solito Di Maio, che dichiara, laconico, che non siamo ricattabili dai mercati, facessero quello che vogliono.

Bene, ecco allora l’avviso ai naviganti, molto semplice: se lo spread prende il volo, non c’è niente, assolutamente niente, che voi possiate fare. Solo una cosa: passare immediatamente a una politica economica restrittiva e di rigore (consultare Monti). Potete astenervi, imporvi il silenzio, e lasciare che Tria faccia quello che deve. Vi dimenticate, per i prossimi 50 anni, Flat tax, reddito di cittadinanza e altre corbellerie.

Non esiste altro modo per riportare a terra uno spread che si è messo a volare: solo il rigore.

Non vi piace? Le leggi dell’economia sono sempre quelle, sono nate prima di voi, non leggono i blog del comico, non partecipano ai meet up, e non ascoltano i vostri discorsi.

Prepararsi a virare di 180 gradi. E date un salvagente a Borghi e a Siri, potrebbero cadere in mare e farsi male.