Sud Italia, la grande fuga, il reddito di cittadinanza trattiene quelli che…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 5 Agosto 2019 12:32 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2019 12:32
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Napoli (Foto Ansa)

ROMA – Già fuggiti due milioni di persone. Solo decrescita, Giuseppe Turani su Uomini & Business scrive della grande fuga dal Sud Italia.

Da tempo qui si va sostenendo che probabilmente per il Sud è già stato superato il punto di non ritorno. Nel senso che è depresso e sarà sempre più depresso. A conforto di questa tesi esce la notizia che in quindici anni due milioni di persone se ne sono già andate, verso il Nord o all’estero. In più il crollo del Pil è molto superiore rispetto al Nord.

Chi si oppone a questa interpretazione fa due affermazioni:

1- Senza il decollo del Sud l’Italia rimane ferma.

2- Con tanti investimenti in infrastrutture il Sud può ripartire.

Ma si tratta di due affermazioni gratuite, quasi senza senso.

Senza il Sud l’Italia, un pezzo di Italia, va per la sua strada con grande tranquillità. Oggi alcune aree del Nord sono fra le più sviluppate d’Europa e il benessere che vi circola non ha nulla da invidiare a quelli della Germania o dell’Olanda.

Circa il secondo punto, le infrastrutture, è dubbio che bastino, a questo punto, un po’ di strade o di linee ferroviarie per capovolgere il destino del Mezzogiorno. In ogni caso il problema non si pone nemmeno perché non ci sono i soldi per fare nemmeno un decimo di quello che andrebbe fatto. I soldi c’erano, ma sono già sati spesi e il risultato è sotto gli occhi di tutti: al Sud manca quasi qualsiasi cosa.

Purtroppo, le cattive abitudini sono dure a morire. E infatti il governo in carica, di nuovo, invece di fare investimenti, ha distribuito prebende. Ha rovesciato miliardi di denaro fresco sul Sud, ma sotto forma di reddito di cittadinanza. Mance, esattamente come hanno fatto i governi dei trent’anni precedenti.

E la ragione è sempre la stessa. Le prebende portano voti, gli investimenti no. Se io raddoppio una linea ferroviaria, il Sud è migliore, la gente magari se ne accorge, ma non si emoziona più di tanto. La loro vita quotidiana non cambia di molto: sono collegati meglio, ma se non hanno lavoro a cosa gli serve? Se io invece distribuisco un tot di stipendi anche a chi non lavora e sta a casa sul divano di mamma, questo fa un certo effetto e provoca gratitudine.

D’altra parte, se due milioni sono già fuggiti, la crisi è quasi irreversibile. È certo infatti che sono scappati i migliori: i più giovani, quelli che hanno studiato e che hanno iniziativa. Sono rimasti donne senza formazione, vecchi e bambini. E su questi, purtroppo, non si costruisce un’economia moderna. (Fonte Uomini & Business).