Tasse e balzelli d’Italia: paghiamo ancora la tassa per la guerra in Abissinia e una per esporre il tricolore

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 17 Ottobre 2021 8:23 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2021 11:43
Tasse e balzelli d’Italia: paghiamo ancora la tassa sulla guerra in Abissinia. Draghi annuncia sforbiciate, dubbi

Tasse e balzelli d’Italia: paghiamo ancora la tassa sulla guerra in Abissinia. Draghi annuncia sforbiciate, dubbi

Tasse d’Italia. Siamo il Paese dei mille balzelli. Qui si paga anche l’ombra perché le tende esterne sono “occupazione di suolo pubblico”. Draghi non ci sta. Promette la sforbiciata. E con lui il ministro Daniele Franco.

Pure i partiti sono tutti d’accordo. Faremo uno “sfoltimento sistematico delle oltre 100 tasse che gravano sugli italiani”. Perbacco, c’è pure l’ordine della “Bicamerale“ del Fisco. Una cosa seria.

Oltretutto il gettito delle micro tasse è irrisorio, lo 0,01% del  totale.  Dobbiamo intervenire, garantisce il governo. Basta. Di più: la Bicamerale confessa di “provare fastidio solo ad elencarli questi balzelli“.

Promesse di giugno. Questa è la volta buona. Addio micro prelievi. Addio Superbollo, tassa di laurea, tassa sul cane e sui funghi, tasse sul certificato di morte e sui lumini, tasse di pubblico insegnamento. Imposta sugli intrattenimenti,  la maggiorazione del tributo comunale sui rifiuti. L’addizionale regionale sui canoni di utenze delle acque pubbliche, i diritti di licenza delle accise .

Vedrete, cambieranno le aliquote Irpef, Ires, IVA. Sarà gradualmente superata l’IRAP. Certo il nuovo catasto ci sarà  ma non per il calcolo delle tasse. Va bene.  Ma tutto questo, quando? Calma. Siamo solo al disegno della legge delega della riforma fiscale , ci vorranno ancora 18 mesi. Tranquilli. “Questo governo non tassa e non tocca le case degli italiani”. Parola di Supermario.

Paghiamo ancora la tassa sulla guerra in Abissinia voluta da Mussolini. È passato quasi un secolo e il balzello è ancora lì. Nesssun governo si è mai sognato di cancellarlo.

Paghiamo di tutto. C’è addirittura un balzello sulle  centrali fantasma che versiamo ogni mese con le nostre bollette della luce. Sono gli oneri  relativi agli impianti nucleari. Ma il referendum dell’87 non li aveva stoppati?

C’è poi la cosiddetta “tassa sui disoccupati“, quella che si paga per un concorso pubblico. Addirittura paghiamo bolli e imposte  anche per ottenere “giustizia“ in un’aula di tribunale. E ricordo una chicca emblematica di questo grande pasticcio (eufemismo): paghiamo una imposta salata quando esponiamo il tricolore. Per il Fisco è solo pubblicità. Da non credere.

E allora queste sforbiciate quando arrivano?  L’esecutivo ha 18 mesi per concretizzare quanto previsto dalla legge delega.  Oltretutto  la legge riconosce che “il gettito è trascurabile per lo Stato“. Dunque “avanti Savoia“. Ma il percorso si preannuncia lungo e necessita di fondi.

Dipende dalle cosiddette “coperture“ che si dovrà trovare anno per anno.  Dice il ministro dell’Economia Daniele Franco: “Vedremo se quest’anno potremo avviare il processo“. Chissà. Franco non si fa illusioni. Neanche noi. Perché tutto dipende dai risultati della lotta all’evasione (stimata in 100 miliardi). Campa cavallo.