Tsipras, Fassina e minoranza dem: a sinistra col c… degli altri

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 25 Giugno 2015 13:43 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 13:43
Tsipras, Fassina e minoranza dem: a sinistra col c... degli altri

Tsipras, Fassina e minoranza dem: a sinistra col c… degli altri

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato su Uomini & Business un articolo intitolato “A sinistra con il culo degli altri”. Turani accomuna la sinistra greca di Tsipras a quella italiana della minoranza Dem (i fuoriusciti del Pd, per intenderci). Secondo Turani si tratta di due classi politiche che hanno un’analogia tra loro: quella di professarsi “più di sinistra” degli anni e di voler riproporre schemi politici superati dai secoli. BlitzQuotidiano vi propone l’articolo integrale:

L’insieme delle vicende greche e della minoranza dem in Italia si prestano a qualche considerazione sul perché le formazioni “di sinistra” finiscono quasi sempre per essere minoranza o per non combinare nulla di positivo. Fra le due realtà, quella greca e quella italiana, c’è uno stesso filo conduttore: i soldi degli altri.

In Italia si voleva meno austerità realizzata attraverso la stampa di moneta (che è quella comune) oppure attraverso una spartizione dei debiti (che voleva dire scaricarne un po’ sugli altri). In queste condizioni ci sarebbe stato spazio per politiche di crescita. Poi si sa come vanno queste cose: invece di fare politiche di crescita, pressati dalle urgenze, si fanno politiche di welfare.

Invece di fare investimenti utili si distribuiscono mance. In passato questo paese è stato rovinato appunto da comportamenti di questo genere. C’è chi ha definito questa politica, con espressione greve, ma esatta: fare la rivoluzione con il culo degli altri. E purtroppo questo è esattamente il senso delle proposte della sinistra dem in Italia. A completamento di questa linea, già abbastanza demenziale, c’è quella di invocare nuove tasse (a carico dei ricchi, naturalmente). Senza capire almeno due cose. La prima è che i ricchi ormai non sono più molti, e che quindi se si vogliono avere soldi da lì bisogna scendere molto in basso con i livelli di reddito, almeno al livello della media borghesia agiata, milioni di persone. Insomma, come darsi la zappa sui piedi.

La seconda considerazione che si trascura è che oggi, in Italia, le imposte vanno abbassate il più possibile, non alzate. Ma la sinistra dem (Cgil compresa) ha in mente uno schema di Stato anti-storico: lo Stato raccoglie quanti più soldi può e poi redistribuisce (sanità, pensioni, aiuti ai disagiati) attraverso una burocrazia immensa (che magari ruba anche).

Una politica di questo genere non funzionerà mai perché in pratica presuppone che quote crescenti di reddito nazionale vengano intermediate dallo Stato, che come è noto è il più inefficiente dei soggetti che operano sul mercato. La politica corretta sarebbe quella esattamente contraria: liberare quote di reddito oggi intermediate dallo Stato e restituirle al mercato. Inoltre, è ovvio che non piaccia tutti a tutti i ceti che in questi anni hanno imparato a stare sul mercato (dai professionisti, alle partite Iva, agli artigiani e ai piccoli e medi imprenditori). Tutta gente che semmai vorrebbe un mercato più trasparente e meno ingombro di inutile burocrazia. Insomma, come andare contro la realtà e contro la storia. Questo per quanto riguarda la sinistra dem in Italia.

Il caso greco è addirittura di una trasparenza quasi impressionante. Si era partiti minacciando propositi rivoluzionari. In realtà si voleva far saltare lo schema dell’euro e ricattare in questo modo gli altri paesi perché mettessero mano al portafoglio. Via via la rivoluzione si è persa per strada. E oggi abbiamo una Grecia che, al di là delle polemiche quotidiane, vuole mantenere il suo livello di benessere (in realtà una sorta di malessere generale con isole di privilegio) a spese delle istituzioni internazionali. Nessun progetto di riorganizzazione interna o di reindustrializzazione del paese. Solo soldi degli altri per tenere in vita una struttura che non ha alcuna possibilità di sopravvivere nel tempo perché basa quasi tutto sui soldi degli altri.

Questo, purtroppo, è il livello di elaborazione teorica e di pratica della sinistra-sinistra, che non a caso in Europa non conta niente e che, anzi, sta aprendo la strada a movimenti populistici molto pericolosi.