Una chat per licenziare, la mail ultima moda delle aziende che chiudono, tre casi incombono su ferragosto

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 8 Agosto 2021 - 18:34 OLTRE 6 MESI FA
Una chat per licenziare, la mail ultima moda delle aziende che chiudono, tre casi incombono su ferragosto

Una chat per licenziare, la mail ultima moda delle aziende che chiudono, tre casi incombono su ferragosto

Chat o mail, arriva il licenziamento. “Da domani lei non lavora più qui”. Ma in che mondo siamo finiti. In che tempi! Tempi senza anima, malati, smarriti. L’anima è coscienza. È la valutazione morale del proprio agire. Tutto perso? Resta solo il profitto ? E la valutazione etica delle proprie azioni non interessa più?

Da un mesetto è scoppiata una moda delirante. Una barbarie. Un insulto alla dignità umana. È il licenziamento con una chat ermetica (nessuno, al di fuori della medesima chat, cioè “chiacchierata“ , può leggerne o ascoltarne il contenuto.

Ti licenzio e taci. E ascolta: “Il trattamento economico verrà garantito con gli strumenti previsti di Legge. Buonasera“. Amen.

Il virgolettato è preso dalla Whatsapp di una ditta bolognese, la Logista Italia SpA, la multinazionale che ha il monopolio nella distribuzione del tabacco. Dimenticavo: la ruvida e dolorosa comunicazione terminava con il rituale “cordiali saluti“. Una nota illuminante: l’azienda, durante la pandemia, non ha chiuso un solo giorno ( i tabacchi sono considerati “attività essenziale“).

Di più: il settore è tutt’altro che in crisi, assicurano i sindacati. Guadagna. Vabbè, tutti i a casa. Senza preavviso . A spasso cento famiglie. Apperò.

E maturalmente via chat

Ci sono tre ditte apripista tuttora nella bufera: la Gkn di Firenze, la Giannetti di Monza e la Whirlpool dì Napoli. La fabbrica  toscana produce a Campi Bisenzio ricambi per auto. Ha annunciato 442 licenziamenti. Si è fatto sentire il ministro Orlando: ”Inaccettabile“. Vorrei vedere.

La Giannetti, storica azienda che produceva cerchioni per mezzi pesanti. Sempre via mail, ha dato il benservito a 152 lavoratori.

La Whirlpool, nota multinazionale, ha in mente dall’anno scorso di chiudere lo stabilimento napoletano. Lo ha anche annunciato. “Dall’1 novembre 2020 la fabbrica chiude“. Lettera inviata via sms. Proteste dei lavoratori, blitz ovunque: sui binari della Tav, all’aeroporto, agli imbarchi,  al porto. Finora inutilmente.

“L’azienda non torna indietro” ha detto l’amministratore delegato. Mario Draghi ha incontrato una delegazione di operai nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.  Con lui c’era il ministro Marta Cartabia. Si è parlato dei 349 licenziamenti, del dramma ai cancelli , del modo spiccio usato dalla multinazionale per comunicare il provvedimento.

I  lavoratori faranno una adeguata resistenza. Siamo  solo agli inizi.  Tira aria di burrasca. Ci aspetta un Ferragosto  più caldo del solito.