Vaccino, la terza dose serve ora più che mai, e anche più controlli, altrimenti che Natale sarà?

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 5 Dicembre 2021 - 08:10 OLTRE 6 MESI FA
Vaccino, la terza dose serve ora più che mai, e anche più controlli, altrimenti che Natale sarà?

Vaccino, la terza dose serve ora più che mai, e anche più controlli, altrimenti che Natale sarà?

Terza dose del vaccino, serve ora più che mai. E servono anche più controlli. Viminale in difficoltà. Ma senza la responsabilità di ciascuno di noi che Natale sarà?

Coraggio, ora più che mai serve la terza dose. Potrebbe essere quella risolutiva. Lo dicono tutti gli esperti infettivologi , in testa il  professor Claudio Mastroianni del Policlinico Umberto primo di Roma.

Certo, ci sono studi in corso, avremo risposte concrete sotto Natale sul reale grado di protezione che ha questa terza dose . Ma c’è. Dunque avanti. Va fatta. Il sistema immunitario è in grado di riconoscere i componenti del virus anche se questo è mutato.

Ecco perché chi farà la terza dose sarà decisamente più protetto da Omicron di chi ha fatto solo il ciclo primario.

E lo ha confermato la vicenda del paziente casertano che, infettato da Omicron (che comunque ha una carica virale bassa) non ha sviluppato la malattia in quanto già vaccinato con due dosi. Deduzione inequivoca: i vaccini sono la miglior risposta. E, fortunatamente, gli italiani lo hanno capito.

Il mondo sta correndo ai ripari.  “È una corsa contro il tempo“ ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Si susseguono le misure per fronteggiare la mutazione (che ha un’ampia trasmissibilità).

Il Regno Unito fa i test per tutti gli arrivi nell’isola e ha reso obbligatorio la mascherina nei negozi e sui trasporti pubblici. Il Marocco ha chiuso le frontiere aeree per due settimane. Israele si è blindata  e per un po’ gli stranieri non entrano, salvo speciali  permessi che rilascia un comitato governativo.

L’Olanda è in lockdown parziale, in Germania si evoca quello generale. In Svizzera, dopo il referendum di domenica 28 novembre sulla politica adottata contro il coronavirus ( il 62% dei votanti è d’accordo), si annunciano nuove misure.

Idem gli Stati Uniti (che hanno avuto quasi 800 mila morti di Covid). New York ha dichiarato lo stato di emergenza per aumentare la capienza dei posti letto negli ospedali. La situazione è delicata ma “niente allarmismi “ ripetono gli esperti mettendo le mani avanti.

Il virus potrebbe tormentarci per anni. Bisognerà conviverci. E periodicamente vaccinarsi oltre la terza dose.

Facciamocene una ragione.

E in Italia? Riusciremo a fare un buon Natale ? Dipende da noi, dal nostro grado di responsabilità, dalla efficacia delle contromisure,  dalla bontà dei controlli . Abbiamo già superato (domenica 28) i 5 milioni di casi Covid dall’inizio della pandemia. Ergo , stop ai voli dal Sudafrica, più controlli a Fiumicino, negli aeroporti, nelle stazioni. Ma il Viminale ci ha rifilato un’altra doccia fredda. Dice di avere pochi uomini. Al massimo può fare “controlli a campione“.

Il ministro dell’Interno Lamorgese rischia un altro flop sui controlli dopo l’introduzione del super green pass. Ma controllare tutti è francamente impossibile. Ad esempio come si riesce a controllare bus e metro? Solo a Roma si calcola un volume di 500 mila passeggeri al giorno. No. La quarta ondata si frena prima di tutto con la responsabilità individuale. Se questa viene a mancare, siamo fritti.