Italia che si arrangia: chi si vende i morti (Bologna), chi si mangia immigrati (Latina)

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 17 gennaio 2019 13:26 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2019 13:26
L'Italia che si arrangia: chi si vende i morti (Bologna), chi si mangia immigrati (Latina)

Italia che si arrangia: chi si vende i morti (Bologna), chi si mangia immigrati (Latina) (nella foto Ansa, i migranti sfruttati dai caporali a Latina)

ROMA – Italia che si arrangia, neanche poca. Ottanta italiani che si arrangiavano alla grande fermati nelle loro attività a Bologna e Latina. Si arrangiavano, come fan molti. Da Bologna e Latina solo due esempi di giornata.

A Bologna si vendevano i morti. Alcuni infermieri e para medici di due dei maggiori ospedali, appunto il maggiore e il Sant’Orsola, monitoravano moribondi e morti. Lesti, non appena la fine appariva inevitabilmente vicina o appena arrivata, avvicinavano il parente. Per proporgli, consigliarci, somministrargli una comodità: il funerale e dintorni. La bara, il trasporto, gli addobbi. Quel che si fa quando uno muore. Alcuni, non pochi, dei lavoratori dell’ospedale piazzavano presso la clientela parente del defunto la loro agenzia funebre di riferimento. Offrivano un chiavi in mano e per ogni cliente portato a casa ricevano dall’agenzia funebre tra 200 e 300 euro come premio produzione.

Sei agenzie di pompe funebri si erano consorziate in cartello. Monopolio dei funerali, con gli infermieri che reclutano morti facendo da vedette e da buttadentro, dentro la bara del socio in affari. Ovviamente tutto regolarmente in nero, solo rare fatture nella attività delle agenzie funebri. E tutto con la logica e la pratica dell’associazione…ad arrangiarsi. Ne hanno a Bologna fermato una trentina di italiani che si arrangiano. Fermati nel senso arrestati. 

Spiegano quelli che indagano e quelli del ramo che è così in ogni ospedale più o meno, mica solo di Bologna. A Roma e a Napoli è regola più che eccezione. Infatti a Bologna lamentano: perché proprio qui gli arresti? A suo modo corretta affermazione: basta calare un retino nel mare della sanità pubblica e privata per tirar su nutriti banchi di italiani che si arrangiano.

Si arrangiavano anche a Latina. Far lavorare centinaia di persone il doppio pagandole la metà è un bell’arrangiarsi. Si fa così: si prendono le persone, le si obbliga a lavorare 12 ore al giorno alla metà della paga nazionale. E come si fa? Un sistema quasi sicuro c’è: basta che le persone siano immigrati. A Latina la riforma del mercato del lavoro degli italiani che si arrangiano era operativa. Un sindacalista obbligava gli immigrati ad iscriversi al sindacato per prendersi le quote del salario e per intercettare i soldi pubblici. Un ispettore del Lavoro collaborava. Erano in una cinquantina a Latina e dintorni gli italiani che si arrangiavano con gli immigrati. Li hanno fermati, fermati nel senso arrestati.

Trenta là, cinquanta qua…ma dove vogliamo arrivare, a fermare l’Italia che si arrangia?