Albino Longhi. Un giornalista simbolo del servizio pubblico: Vincenzo Vita per Il Manifesto

di Vincenzo Vita
Pubblicato il 3 gennaio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2018 21:44
albino-longhi

Albino Longhi. Un giornalista simbolo del servizio pubblico: Vincenzo Vita per Il Manifesto

ROMA – Albino Longhi. Un giornalista simbolo del servizio pubblico. Questo l’articolo di Vincenzo Vita per Il Manifesto in edicola il 2 gennaio per ricordare lo storico direttore del Tg1 in Rai:

Albino Longhi, scomparso a capodanno, è stato il servizio pubblico, come in una definizione da manuale. La vicenda del pacato giornalista mantovano si è a lungo incrociata, infatti, con la Rai. Della faccia dell’azienda dedita al bene comune e non di quella succube delle culture commerciali. Informazione di precisione, indipendente e capace di trasgredire –come ricordò Barbara Scaramucci quando nel 2012 gli fu attribuito da “Articolo21” il premio Giuntella- le indicazioni del direttore generale (Biagio Agnes): per trasmettere in piena crisi internazionale una fresca intervista a Gheddafi di Enzo Biagi.

Direttore del Tg1 tre volte: dal 1982 al 1987, nel 1993, dal 2000 al 2002. E, nelle sue stagioni, la principale testata di viale Mazzini ha avuto un segno inconfondibile: leale verso i governi, ma con misura e rigore. Del resto, nella cabina di regia del tg sedeva Roberto Morrione, che rese quello stile una macchina invidiabile: e proprio del premio intitolato a lui Longhi fu il primo presidente.

Dopo la conduzione dell’Arena di Verona, Longhi nel primo esecutivo Prodi del 1996 andò a Palazzo Chigi a curare l’immagine della presidenza, contribuendo a rendere equilibrata la fisionomia di un governo che doveva cancellare la sgradevolezza della precedente compagine di Berlusconi. Senza urla e con ferma dolcezza. Nel curriculum stanno pure la vicedirezione generale della Rai, la direzione delle Tribune politiche, nonché delle sedi della Sicilia e del Friuli-Venezia Giulia. Senza boria o narcisismi.

La scomparsa di Albino Longhi cade in un momento delicato. Le strategie della Rai sono incerte, come flebile è la politica sui media. Il venir meno dell’essenza profonda della Rai riformata è un pezzo delle difficoltà. Riprendere il filo del carattere informativo e insieme formativo del servizio pubblico è la lezione che ci lascia una persona mite, ma sorretta da una schiena dritta, di marmo.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other