Autorità, Privacy e Comunicazioni: con un anno in ritardo si rinnovano il 14 luglio

di Vincenzo Vita
Pubblicato il 3 Luglio 2020 11:43 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2020 11:43
Autorità, Privacy e Comunicazioni: con un anno in ritardo si rinnovano il 14 luglio. Nella foto, il presidente uscente della Privacy, Antonello Soro

Autorità, Privacy e Comunicazioni: con un anno in ritardo si rinnovano il 14 luglio. Nella foto Ansa, Antonello Soro

La presa della Bastiglia e delle Autorità. Privacy e Comunicazioni: sarà la volta buona? Siamo ormai al quarto rinvio, con un anno di ritardo.

Il prossimo 14 luglio, il giorno della festa nazionale francese, le camere dovrebbero votare – secondo
il calendario- le componenti e i componenti dell’Ufficio del garante dei dati personali, nonché
dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Le autorità nacquero in tutt’altra temperie, in un quadro di maggiore organicità. Ciò vale meno per
l’istituto della privacy capace di mantenere – come è emerso nella felice relazione di commiato di
Antonello Soro- la rotta stabilita dal primo presidente Stefano Rodotà. Mentre le maggiori difficoltà
sono state vissute dall’Agcom.

Lo stesso centrosinistra quando viveva ancora – con o senza trattino- riusciva persino ad esprimere
candidature solide ed unitarie, come avvenne ad esempio nella consiliatura 2005-2012 con Nicola
D’Angelo, Michele Lauria e Sebastiano Sortino.

Nel frattempo, però, il quadro è molto cambiato e sono entrati in scena con prepotenza gli oligarchi
della rete, capaci di sussumere l’intero settore.

Comunicazioni, come è cambiato il mercato

Oggi l’alfabeto inizia da loro, dai vari Google, Apple e Facebook. I dati sono il punto di qualità
dell’economia politica dell’universo post-mediatico, gli algoritmi e l’intelligenza artificiale la sintassi
e il linguaggio contemporanei.

Mentre la televisione, regina e padrona degli ultimi settant’anni, resiste sì, ma ibridandosi con le
piattaforme diffusive on demand. La carta stampata è in declino. L’originaria eccitazione libertaria
per la comunicazione on line ha lasciato il posto a inedite inquietanti concentrazioni.

Altri ordini del giorno hanno preso il sopravvento, in giro per il villaggio globale: dal contrasto delle
fake, al complesso tema del diritto d’autore alle prese con una riproducibilità tecnica che neppure il
genio di Walter Benjamin poteva immaginare.

Insomma, è il caso di scegliere bene, al di fuori da ogni pressione indebita: partiti ammaccati, salotti
o consorterie dilaganti nell’assenza di una vera autorevolezza politica.

Ora tocca al Parlamento

Le decisioni che le assemblee parlamentari si accingono a prendere tengano conto delle
caratteristiche indispensabili per ricoprire ruoli così delicati. Conoscere per deliberare, appunto, in
libertà e indipendenza.

Ci si attende un serio equilibrio di genere e un po’ di coraggio creativo. Perché non rendere
pubbliche, quindi, le rose delle candidature? O andrà come al solito nell’oscurità e nel ping pong tra
gruppi ristretti obiettivamente lontani dai movimento profondi in atto? Parlare di nomi significa
parlare di potere.

Quest’ultimo, come ci ha insegnato il femminismo, diventa potabile se si ha il coraggio di esporsi con
proposte chiare e convincenti.

Da sottoporre, ecco un’ipotesi praticabile, a quella che nella cultura
anglosassone si chiama cross examination, nelle commissioni parlamentari competenti: domande e
risposte rispetto alla presentazione del proprio che fare da parte di chi ambisce.

Il sogno di suerare la lottizzazione

E’ un sogno? Del resto, procedere a mo’ delle consuete lottizzazioni è un incubo. Con la potenziale
crisi della stessa fisiologia di autorità pensate come entità diverse e originali.

La scadenza di martedì 14 luglio è al limite. Dopo il voto parlamentare seguiranno gli adempimenti
necessari, a cominciare dalle scelte dei presidenti. Nel caso dell’Agcom la procedura non è breve e
richiede il gradimento un’ampia maggioranza.

Non dimentichiamo, allora, la par condicio. Il prossimo 20 settembre si terrà il discutibile election
day, che scorrettamente riunifica la scadenza amministrativa e quella referendaria. Comunque, e a
prescindere, l’indizione dei comizi elettorali e l’avvio del periodo stretto previsto dalla legge n.28 del
2000 incombono.

La nuova Autorità per le comunicazioni avrà appena il tempo del passaggio delle consegne e la
cugina dei dati personali è nel pieno della tempesta degli Over The Top. La società digitale è veloce.