Crisi di governo e crisi italiana: Salvini si sopravvaluta e Conte si sveglia

di Vincenzo Vita
Pubblicato il 22 Agosto 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2019 10:56
Conte e Salvini, governo finito

Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (Foto archivio ANSA)

ROMA – La crisi di governo permette di fare il punto sulla crisi italiana. Da un lato c’è Matteo Salvini, il ministro dell’Interno che ha sopravvalutato le sue forze chiedendo “pieni poteri” e poi arenandosi. Dall’altro c’è Giuseppe Conte, il premier dimissionario che si è svegliato dopo 14 mesi di governo giallo-verde. Vincenzo Vita sul manifesto del 21 agosto spiega il suo punto di vista nell’articolo Crisi di governo, giornali e popolo pubblicato su Il Manifesto.

“La crisi di governo è un momento chiave per capire a che punto è la crisi italiana. Ne costituisce insieme un indice e un moltiplicatore. Certamente, e non è infrequente nelle vicende politiche, il leader leghista ha sopravvalutato le sue forze.

Lo strappo micidiale e antidemocratico con la richiesta di “pieni poteri” al momento sembra essersi arenato. Il premier dimissionario Giuseppe Conte è stato assai aspro nel suo discorso al Senato. Purtroppo, però, è mancato un giudizio autocritico sui quattordici mesi passati sotto i colori gialloverdi. Guai a soluzioni tattiche, giocate nella piena “autonomia del politico”.

Il terreno di coltura di e per avventure autoritarie è stato, infatti, arato. Guai pure a pensare che il passaggio dalla tragedia al cabaret (minore) significhi che il pericolo è passato. No. Dovremo mantenere viva l’attenzione, senza abbassare la guardia. Così, continua a ripresentarsi il sadico braccio di ferro sui migranti, utilizzati dal portavoce della destra sovranista come puro simulacro della e per la sua politica reazionaria, intrisa  di rigurgiti razzisti. Ora siamo nei pressi del passaggio decisivo, nelle mani della sapienza del Presidente della Repubblica.

Crisi breve o lunga che sarà, siamo di fronte a una frontiera delicatissima. Foriera di rischi, ma pure di opportunità. Se ne esce, anche se nel dirlo la voce diviene tremula per la scarsa attendibilità dei diversi protagonisti, o con un voto o con un governo supportato da una nuova maggioranza: 5Stelle, Pd, Leu. In quest’ultima eventualità serve una vera discussione aperta sul programma, che richiede esplicita rottura con il passato, creatività, coraggio e cura per le priorità. 

Con il coinvolgimento attivo di movimenti, associazioni e organizzazioni sindacali”.