Mediaset come ai bei tempi, Conte la salva da Vivendi. In cambio di che?

di Vincenzo Vita
Pubblicato il 8 Novembre 2020 8:17 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2020 21:38
Mediaset come ai bei tempi, Conte la salva da Vivendi. In cambio di che? Nella foto Silvio Berlusconi

Mediaset come ai bei tempi, Conte la salva da Vivendi. In cambio di che? Nella foto Silvio Berlusconi. Il covid non lo ha appannato

Ma Mediaset è al governo? La domanda è spontanea, dopo la delega alla Agcom di dirimere di fatto il contenzioso fra Mediaset e Vivendi

Torniamo alle leggi ad aziendam o, per meglio dire, ad personam? Che senso ha pensare ad una norma specifica per tutelare Mediaset dall’iniziativa di Vivendi? La decisione della Corte di Giustizia europea, che ha dichiarato illegittimo un punto della vecchia legge Gasparri sull’emittenza, va rispettata.

Cosa sta succedendo? Leggiamo la sintesi di Claudio Tito su Repubblica:

“La legge Gasparri finalmente sta per andare in soffitta. E nel frattempo il governo spezza una lancia in favore di Mediaset. E a tutela del “sistema-Italia” delle comunicazioni. Dalle tv ai giornali. Con una norma che rende più difficile fare acquisizioni in questo settore senza una sorta di controllo pubblico di congruità. Il primo effetto, allora, sarà mettere al riparo le aziende di Silvio Berlusconi dall’assalto della francese Vivendi”.

Fiorina Capozzi sul Fatto va un passo oltre:

“Il governo mette mano alla riforma della Gasparri. Così fornisce un aiuto a Mediaset nel regolamento di conti con l’ingombrante socio francese Vivendi. Ma soprattutto si conquista la benevolenza di Silvio Berlusconi e di Forza Italia che potrebbero essere una stampella importante al senato, dove i voti della maggioranza sono risicati”.

In rispetto dell’indipendenza e della principio di separazione dei poteri dello Stato occorre comunque attendere la relativa sentenza del Tar Lazio. Se mai va abrogata le vecchia normativa nel suo insieme, non un singolo aspetto. E si scelga il luogo naturale. Vale a dire il recepimento della Direttiva europea sui servizi audiovisivi, nella cui sede verrà data piena delega al Governo di riscrivere le regole del gioco.

E si costruisca, magari, un’ampia cabina di regia, che coinvolga non solo il Governo, bensì pure la stessa Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in uno scenario ben più ampio. Quello delle nuove comunicazioni digitali.

Si sperava che questo governo e questa maggioranza avessero cambiato un antico approccio devoto al Biscione. È stata un’illusione?