Virginia Raggi, fra virus e spermatozoi a 5 stelle Roma chiede dimissioni

di Silvia Cirocchi
Pubblicato il 19 dicembre 2016 6:53 | Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2016 7:02
Virginia Raggi, fra virus e spermatozoi a 5 stelle Roma chiede dimissioni

Virginia Raggi, fra virus e spermatozoi a 5 stelle Roma chiede dimissioni

“Qualcuno si è autodefinito “lo spermatozoo che ha fecondato il Movimento”. Io penso che la definizione esatta sia [il virus che ha infettato il Movimento]. Ora sta a noi dimostrare di avere gli anticorpi.

P.S. Poichè la trasparenza è un valore del M5S, sono sicura che il sindaco [Virginia] Raggi pubblicherà subito i pareri dell’Anac in suo possesso sulle nomine di Marra e Romeo.”

Questo è ciò che scriveva Roberta Lombardi lo scorso 15 settembre sulla sua pagina Facebook, parole forti scritte con una buona dose di coraggio, per le quali pagò pegno pesantemente quando per la seconda volta la Raggi disse “O io o lei, Marra non si tocca”.

Gli elettori del Movimento 5 Stelle cercano affannosamente di fare scudo alla Raggi, hanno paura che l’apriscatole si rompa. Ma questo tentativo di far finta di nulla non é sostenibile. Direi quasi inaccettabili le frasi a sua difesa “era uno dei 23mila”, “era stato corrotto quando era con Alemanno o Marino”, “non era il suo braccio destro”.

Il sindaco di Roma interrompe il silenzio e via social comunica:

“Al termine delle ultime due riunioni di maggioranza, in cui erano presenti i consiglieri comunali, alcuni assessori e i presidenti dei Municipi del M5s, e dopo un confronto con il garante Beppe Grillo abbiamo stabilito di dare un segno di cambiamento.

Daniele Frongia ha deciso di rinunciare al ruolo di vicesindaco mantenendo le deleghe alle Politiche giovanili e allo Sport.

Contestualmente Salvatore Romeo ha deciso di dimettersi dall’incarico di capo della Segreteria politica.

Al contempo a breve avvieremo una nuova due diligence su tutti gli atti già varati.”

La sindaca sembra in ritirata, non ha più potere decisionale su nulla. Rompono il silenzio anche i due esponenti di punta del Movimento. “Lo incontrai una volta su richiesta della stessa Raggi per sentire almeno le sue ragioni – dichiara Luigi Di Maio – nel corso dell’incontro, di cui anche Davide Casaleggio e Beppe Grillo erano al corrente, svolto nel mio ufficio a Montecitorio con tanto di registrazione all’ingresso, gli riportai che il Movimento non aveva fiducia in lui e che quindi non era il caso che facesse parte del gabinetto del Sindaco. Lui ci tenne a spiegarmi che le cose che si dicevano sul suo conto non erano vere, ma il suo racconto non cambiò il mio e il nostro orientamento: non aveva la fiducia del Movimento 5 Stelle. Marra se ne doveva andare e, con cortesia, glielo dissi in faccia.”

Alessandro Di Battista sceglie invece di parlare attreverso un video. “Quando viene arrestato un delinquente io sono sempre contento, se poi questo si era in un certo senso guadagnato la fiducia di un esponente M5S sono ancora più contento tutto il Movimento, ve lo garantisco, aveva suggerito e chiesto con modalità diverse a Virginia di allontanare questo soggetto. La Raggi però non lo fece perché, come spiegato dallo stesso parlamentare romano, si fidava di questo personaggio che per noi aveva dei tratti piuttosto torbidi. A volte siamo ingenui, sì. A volte onestà e ingenuità camminano assieme”.

Barra dritta e avanti tutta, dice Beppe Grillo. Tutte le sue richieste sono state accettate, di fatto il M5S ha commissariato il comune di Roma.

Peccato che non si possa fare una campagna elettorale basata sull’onestà e poi farsi indagare o arrestare i personaggi di spicco della squadra governativa. Non si può punto è basta.
Virginia, come dice Grillo, ha riconosciuto i suoi errori? Non è abbastanza. Deve fare quello che i suoi colleghi del Movimento avrebbero chiesto forca alla mano a qualunque esponente di un altro partito che si fosse trovato nella sua situazione. Cos’è, una volta ironizzavano sulla sinistra “è solo un compagno che sbaglia” e ora? A loro è consentito sbagliare?

A tutti è consentito sbagliare ma o sei garantista o non lo sei, esserlo a corrente alternata non è coerente. E non si può essere onesti ma non coerenti. Non si può proprio.

Le politiche si avvicinano e noi rischiamo di mettere in mano il Paese a chi è convinto che una brava casalinga possa essere un bravo ministro dell’Economia solo perchè onesta.

Ma per governare occorrono uomini competenti che non si trovano certo nelle liste online della Casaleggio.

Caro sindaco, sii onesta fino in fondo. Te lo chiede la gggente. Dimettiti.