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Ignazio Visco, respinto l’assalto di Matteo Renzi

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Ignazio Visco (foto Ansa)

ROMA – “Visco, respinto l’assalto di Renzi”: questo il titolo dell’articolo di Giuseppe Turani pubblicato anche su Uomini e Business.

Gentiloni ha scelto Visco per la Banca d’Italia. Ormai manca solo la firma di Mattarella e poi l’attuale governatore sarà ufficialmente riconfermato. Non è servito a nulla, quindi, il disperato assalto di Matteo Renzi, che fino all’ultimo ha cercato di impedire questa nomina, pur dicendosi pronto a accettarla.

E non è servita a nulla la violenta campagna sui social dei fan del segretario del Pd.

Va spiegato comunque che non si tratta di uno sgarbo fatto a Renzi. Su questa scelta ha pesato soprattutto Draghi, che in sede Bce è impegnato, insieme a Visco, in una complessa trattativa sulle nuove regole dell’unione bancaria e che evidentemente non voleva cambi di persona in corso d’opera. Le nuove regole potrebbero rivelarsi molto pericolose per l’Italia: da qui la necessità di viaggiare a ranghi molto stretti e molto compatti.

D’altra parte, contro Visco non esistono, a oggi, accuse specifiche.

Ma è inutile farsi troppe illusioni. La guerra contro Visco, anche se domani sarà riconfermato governatore per i prossimi sei anni, continuerà. Ormai la battaglia si è spinta troppo avanti e sono volate parole troppo grosse.

A meno che Renzi non si ritenga soddisfatto del successo di pubblico fin qui ottenuto, presentandosi come difensore dei risparmiatori contro i banchieri avidi e disonesti (siamo in campagna elettorale). In questo caso, potrebbe deporre l’ascia di guerra, e occuparsi di altre questioni.

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