Vittimisti e sempre in credito, noi siam figli di papà debito

Dal 1945 e per i 75 anni successivi italiani aumentano ricchezza prodotta in ragione di 12 a 1. Nello stesso periodo aumento spesa pubblica in ragione di 50 a 1. La differenza ce l'ha "messa" il debito pubblico, il grande, generale papà putativo dei cittadini italiani.

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 11 Maggio 2022 - 11:18
Vittimisti e sempre in credito, noi siam figli di papà debito

Vittimisti e sempre in credito, noi siam figli di papà debito FOTO ANSA

Chi cosa ci ha fatti così? Così come? Vittimisti per principio, devozione e convinzione. Non c’è cittadino italiano che non lamenti la sua condizione sociale, lavorativa, economica come mortificata dai privilegi altrui, dai privilegi riconosciuti al vicino e lui negati. Invariabilmente singoli e categorie si dicono certi di essere vittime di soprusi e ingiustizie. Sempre e tutti. Vittime e quindi sempre e invariabilmente tutti in ampio credito. Nulla a pagare né verso la collettività né verso lo Stato né verso un bel niente. In credito, siamo in eterno, universale e mai esauribile credito. Lo Stato ci deve, la politica ci deve, la Ue ci deve, la Regione ci deve, il Fisco ci deve e quel che non ci devono Stati, Ue e compagnia bella ce lo deve in restituzione la consorteria contigua, ce lo deve in restituzione di una fetta troppo grande di quel che si è preso.

Figli del debito pubblico

Chi, cosa ci ha fatti così? Ormai sono circa 50 anni o giù di lì. Un paio di generazioni abbondanti così educate e allevate. Dal vero e grande e universale papà putativo di tutti noi in quanto cittadini di questo paese: papà debito pubblico. Tutte le forze politiche, tuti i governi, tutte le istanze e forme sociali, tutte le famiglie economiche e sociali appunto non hanno mai tradito l’insegnamento paterno, non hanno mai dirazzato. La scelta di valore, il comportamento consono, la tradizione di famiglia è sempre stata: fai debito. Non scegliere cosa spendere e cosa no. Non rischiare di andar contro pelo, neanche ad una categoria o gruppo che è una o uno. Non montarti la testa con cose fumose e pericolose come riforme o investimenti a lungo termini. Tieni la testa sulle spalle, non rischiare, stai invece sul sicuro e fai debito. E’ la cosa più sicura far debito, tanto poi non paghi o comunque paghi facendo altro debito. Non si paga mai, è un gioco sicuro.

Comunque, se mai dovesse accadere, a pagare non sarai tu, non qui, non adesso. Dal 1945 al 2020 la comunità italiana ha visto, con alti e bassi, crescere la sua ricchezza prodotta nell’ordine di 12 a 1. Una comunità che col suo lavoro e ingegno ha moltiplicato per 12 la ricchezza prodotta. Nello stesso arco di tempo la stessa comunità ha aumentato la sua spesa pubblica nell’ordine di 50 a 1. Come? A debito. Siamo figli del debito pubblico, è lui che ci ha educato e fornito principi e valori. E’ papà debito pubblico che ci ha fatto vittimisti e sempre in credito. I più critici ed emancipati tra noi dal fascino degli insegnamenti paterni ammettono che sì, papà debito pubblico alla fine…Alla fine è come il climate change: un guaio, avverrà, bisognerebbe…Ma non a me, non a noi, non ora e quindi chi ce lo fa fare a fare qualcosa?