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Francesco De Gregori, Slow Food, Pd: ma il biologico è di sinistra?

di Warsamè Dini Casali
Pubblicato il 1 Agosto 2013 15:05 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2013 17:28
Francesco De Gregori, Slow Food, Pd: ma il biologico è di sinistra?

Francesco De Gregori, Slow Food, Pd: ma il biologico è di sinistra?

ROMA – Francesco De Gregori, Slow Food, Pd: ma il biologico è di sinistra? L’intervista concessa da Francesco De Gregori al Corriere della Sera era presumibile che accendesse il dibattito. Immutato, peraltro, nelle forme, se non fosse nel frattempo intervenuta la rivoluzione digitale che ha sostituito i forum in sezione con la rete,  i social ecc… L’intellettuale di riferimento (davvero esiste ancora?), qualcuno lo chiama maestro, il simbolo di una generazione, sta invecchiando male, secondo chi, come Pippo Civati, lestissimo a inserirsi, non tollera caricature a sinistra di ambiente e Slow Food. Ha toccato un punto dolente De Gregori quando ha evocato la commozione dei compagni per Slow Food. Dalle reazioni si può senz’altro concludere che a sinistra biologico è bello e il nemico Ogm è di destra.

Concentriamoci appunto su Slow Food. Sul Domenicale del Sole 24 Ore del 28 luglio è uscita una invettiva vecchio stile contro il “cartello di bugie” che propala un’idea falsa dell’agricoltura e dell’ambiente e demonizza ogni avanzamento in campo biotecnologico. Una vera e propria ideologia per cui i laboratori scientifici non sono più i luoghi deputati a costruire materialmente il progresso ma oscure caverne dove si fabbricano pericolosi Frankstein. Sarebbe interessante verificare quando è intervenuta, a sinistra, questa fatale mutazione genetica.

Gilberto Corbellini, autore dell’articolo, individua precisamente i responsabili di quella che interpreta come una manomissione intellettuale: “un cartello di interessi economici nemmeno trainanti per il Paese” che ha in Carlo Petrini di Slow Food il suo campione e ideologo. La polemica ci interessa limitatamente. Più interessante verificare le ragioni per cui biologico dovrebbe essere di sinistra, Ogm di destra, i motivi per i quali la Monsanto è una multinazionale profittatrice mentre, per dire, Coop e Barilla al cospetto sarebbero organizzazioni caritatevoli. I dati snocciolati autorizzano qualche ripensamento, specie dopo che il Parlamento, ha approvato l’ennesima norma che stabilisce orgogliosa che l’Italia è un paese Ogm-free.

La paralisi della ricerca e dell’innovazione, che da decenni colpisce il settore agricolo, costa all’Italia ogni anno più di 10 miliardi di euro di deficit della bilancia commerciale. E 40mila aziende agricole chiudono, sempre ogni anno, perché non possono utilizzare le innovazioni biotecnologiche da cui trarrebbero sicura competitività sul mercato globale. Per proteggere un mercato, quello dell’agricoltura biologica, che fattura poco più di tre miliardi di euro, e coltiva poco più di un milione di ettari (meno del 10% della superficie agricola), si penalizzano attività imprenditoriali di ben più significativa portata economica. Nel senso che per tutelare i nostri contadini più inoperosi e parassiti, ci tocca importare il 70% del grano tenero, il 56% del grano duro, il 20% del mais, il 90% della soia, oltre a metà delle carni e poi pomodori, olio d’oliva e etc… Per privilegiare un 2% di consumatori, tale è la percentuale di super-ricchi e snob che godono a pagare di più per leggere o ascoltare una parola, “biologico”, che è solo un inganno semantico, si ignora il 98% dei consumatori.

Corbellini deve spiegare, fra l’altro, il paradosso tutto italiano di una comunità scientifica convinta e unita nel considerare l’utilità e la sicurezza della ricerca e delle applicazioni bio-tecnologiche, i cui rappresentanti sono pagati per illustrarne i vantaggi che i politici nostrani contraddicono e smentiscono ogni giorno. Dice che biologico è di sinistra anche Nichi Vendola, scherza ma non troppo Corbelini, ma vorrebbe vedere se le stesse cose le azzarderebbe a Cuba. Nell’isola comunistissima ma aperta a ogni sperimentazione agroalimentare, “lo prenderebbero per matto”.

Sinistra non era anche sinonimo di progresso? Chi sperimenta e innova vince, chi si culla con bucoliche illusioni resta indietro. Chi demonizza l’Ogm dovrebbe ammettere che anche un pomodoro pachino lo è, dovrebbe ammettere che nonostante i divieti esibiti, senza i milioni di tonnellate di derivati Ogm, i preziosi prodotti dei marchi Dop e Igp, resterebbero senza mangimi. La storia sono loro, parafrasando De Gregori, che invecchierà pure male, ma mica è un soggetto geneticamente modificato.